Oberalpstock : Montée W, descente N
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Licence

General

activities

frequentation: quiet

condition_rating: good

quality: medium

Rating

3.1
AD+

heights

elevation_access: 950 m

height_diff: +2400 m / -2400 m

Access

access_condition: cleared

snow

elevation_up_snow: 950 m

elevation_down_snow: 950 m

glacier_rating: easy

participants

Edoardo Satiro, Tino Sesana ed Io.

weather and conditions


Il mattino, ore 7:30, la coda della perturbazione interessava ancora la valle. Dalle 9:30 completa dissoluzione della nuvolosità e tempo splendido. Temperatura ideale, assenza di vento che si notava solo sporadicamente sulla sommità delle cime più alte. Visibilità eccezionale, cielo terso e limpido.


Innevamento ottimo, polvere da 1500 m di quota in su, sotto umida e copertura appena sufficiente. Sopra i 1700 m di quota lo spessore è consistente, la baita di Oberalp era completamente sommersa.
Il pericolo di valanghe poteva essere considerato più elevato sui pendii assolati per i possibili slittamenti dello strato di neve più recente. Mediamente il pericolo sembrava moderato, non si sono mai uditi assestamenti della coltre nevosa e visto che l’itinerario non pare frequentato è molto significativo.

location | altitude | orientations soft snow total snow comment
Maderanertal, quota 950m 20 cm

timing

Partenza ore 7:30 dalla vettura.

access_comment

Da Como autostrada per il Gottardo, dopo il tunnel scendere fino ad Amsteg dove si esce per seguire la cantonale per Bristen nella Maderanertal.

personal comments

Da anni pensavo a questa ultima selvaggia possibilità per salire all’Oberalpstock. Ho percorso tutti i versanti di questo splendido angolo delle alpi e non saprei dire quale è il più bello. Di certo posso affermare che la salita da questo versante fa sentire in maniera veramente forte un senso di isolamento assoluto. E’ un itinerario “fisico” per lunghezza e dislivello, ma non particolarmente difficile, credo sia rarissimo incontrare qualcuno o trovarlo tracciato. Anche coloro che scendono dalla cima preferiscono lo Staldenfirn ormai decisamente più “domestico” anche se sempre meritevole.
Io e Tino l’abbiamo trovato in condizioni eccezionali, un raro cocktail di qualità superlativa di innevamento, di temperatura e tempo ideali. Abbiamo tracciato interamente il percorso, il che ha richiesto un notevole impiego di energie perciò la delusione è stata grande quando a 2985m di quota ( 10 m circa dalla cresta ), nel subdolo canalino, non siamo riusciti a passare a causa dell’esiguo spessore di neve leggerissima che non ci teneva su.
La discesa però ci ha ripagato alla grande, avevamo l’imbarazzo della scelta sul dove tracciare un’interminabile, coreografica serie di splendide serpentine.
Credo che tornerò in questa valle, magari per percorrerla solamente in discesa dopo aver salito la cima dal meno etico itinerario del Piz Ault che come unico pregio ha il vantaggio di lasciarti le gambe “intonse” per la sciata.

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