Monte Procinto

1177 m

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elevation: 1177 m

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Il Procinto tra tutte le montagne Apuane, è sicuramente la più singolare sia come forma che come stile di arrampicata, senza considerare che è indiscutibilmente quella con più vie.

Anche se la sua prima salita è attribuita a dei boscaioli verso il 1848, la prima ascensione alpinistica fu ad opera di A. Bruni e C. Dinelli con le guide E. Bertozzi, E. e G. Vangelisti il 17 novembre 1879, sul percorso dove nel 1893 fu costruita la ferrata, permettendo ai turisti di poter arrivare sulla cima abbastanza agevolmente, previo il pagamento di un pedaggio con il quale veniva messa la scala a pioli di attacco.

Soltanto nel 1933 però fu salito il torrione in aperta parete, ad opera dei fratelli S. e V. Ceragioli che vinsero le ostilità sullo spigolo che raccorda la parete nord con la est, introducendo il V grado in Apuane.

Negli anni seguenti furono aperte molte nuove vie, innalzando di volta in volta il livello dell’arrampicata, fino a vincere i grandi strapiombi di cui il Procinto è pieno anche con uso dell’artificiale.

In breve il nostro grande torrione di roccia fu costellato di vie, ma il vero boom lo ebbe negli anni ottanta con l’avvento dell’arrampicata sportiva.

Molte vie vennero richiodate e nuove, in ottica non più alpinistica bensì sportiva vennero aperte, sfruttando anche le linee meno logiche o più corte, dando vita ad una vera e propria ragnatela di itinerari.

Furono salite in libera anche molte vecchie vie di artificiale ed in breve, il Procinto,divenne una grande palestra di roccia.

Negli anni a venire questa singolare montagna vide un triste ma inevitabile spopolamento, infatti le sue rocce ormai quasi completamente sfruttate non offrivano più molto ai moderni climber e le sue vie divennero ben presto non più all’altezza dei forti arrampicatori, mentre ancora troppo dure per la massa, considerando in oltre che con l’avvento dell’arrampicata sportiva i giovani preferivano sempre di più le falesie, il Procinto perse ben presto di interesse.

Dagli anni duemila tuttavia qualcosa sta cambiando anche se molto lentamente.

Molti vecchi itinerari sono stati richiodati in ottica moderna a fittoni resinati ed altri lo saranno tra breve.

Il livello medio degli arrampicatori sta lentamente salendo e le vie cosiddette multi pich (arrampicata sportiva su più lunghezze) stanno tornando di moda, quindi nelle ultime estati si è assistito ad un certo ripopolamento delle sue pareti.

Tutta la zona vide un periodo di particolare rifioritura nel periodo in cui il rifugio "Forte dei Marmi", naturale punto di appoggio per il Procinto, ebbe la gestione Vigiani / Ricciotti, due forti arrampicatori, che in quegli anni dettero il via alla chiodatura e richiodatura di vari itinerari comprese le due bellissime falesie, quella dietro il rifugio e quella del Nona.

Roberto Vigiani inoltre, ancora lontano dalla fama e popolarità che negli anni lo hanno visto autore con Rolando Larcher di alcune tra le più belle e dure vie d’Italia, divenute veri e propri banchi di prova tra i migliori arrampicatori mondiali, iniziò la sua attività di apritore proprio sulle rocce del Procinto e dintorni, firmando già all’epoca autentici viaggi verticali che ancora sono alla portata di pochi.

È storia di oggi poi l’ultima creazione di Roberto " nona sinfonia" sulla vicina parete del Nona, via che sicuramente vedrà poche ripetizioni dato l’altissimo livello, ma di sicura fama e di grande valore per quegli arrampicatori che riusciranno a salirla.

(cit. Guida alpina STEFANO NESTI, www.stefanoguidaalpina.it)

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