Forcellino

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Map

maps_info: CTR 1:10000 - TCI 1:20000 f D21

  • Swisstopo - 48 - Sotto Ceneri
  • Swisstopo - 297 - Como

Licence

General

elevation: 1287 m

waypoint_type: summit

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quality: medium

description

Il Forcellino è identificato sulle carte (CTR 1:10000 e TCI 1:20000) tra la Bocchetta di Valverde a E e la Bocchetta di Gasce a W, sulla prosecuzione della bastionata rocciosa del Profilo di Napoleone, che continua verso il Coltiglione, sempre affacciata sul lago.
La grande parete del Forcellino cade verticale per 400 m verso il lago di Lecco, ed è sostenuta da ripidi pendii che formano con la parete stessa un vertiginoso salto di 1.000 metri.
Con un accesso impossibile dal basso e uno anomalo dall'alto, liscia e repulsiva al parete ha attirato le mire degli arrampicatori con Giuseppe (Det) e Gigi Alippi nel 1960 che aprono un itinerario severissimo in artificiale con duri tratti in libera; nel 1975 Sergio Panzeri e Giancarlo Riva tracciano un'altra via di gran classe che riscontra un buon successo, ma risulta oggi poco frequentata per la chiodatura vecchia.
Come spesso avviene in questi casi, l'unica possibilità per dare seconda vita alla parete che è lì in mezzo al lago come una provocazione, era andare sulle placche con gli spit. Dal '92 al '95 Lino Bergliavaz & C. apre 3 itinerari dall'alto tra cui la rinomata Discovery, compiendo un grande lavoro di pulizia.
Infine la difficile Eclisse, aperta dal basso da Chiaffarelli, Pesci e Zanetti, ed i difficili itinerari sportivi attrezzati da Stefano Alippi sulle placche compatte e verticali sopra la grande cengia a tre quarti di parete.
Le salite, nonostante la chiodatura a fix, presentano un notevole impegno alpinistico per l'accesso complicato, l'isolamento e le difficoltà richieste.
In caso di rinuncia, se non si riesce a raggiungere la cengia, le vie d'uscita sui lati della parete sono faticose e molto complicate: meglio essere ben sicuri del proprio livello.
L'arrampicata si svolge su muri verticali levigati, interrotti da rare cengie e da due fasce erbose più ampie, ed è generalmente molto tecnica anche se non mancano fessure atletiche e strapiombi.
Roccia buona od ottima ma con tratti delicati.
Nelle calate di accesso alle vie, sempre su catene, viene raccomandato l'uso di autobloccanti e nodi ai capi liberi; servono sempre 2 corde da 50 m. ed una piccola scelta di dadi e friend.

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