Rifugio Caprari

1118 m

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General

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elevation: 1118 m

waypoint_type: hut

capacity: 4

capacity_staffed: 12

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quality: medium

Contact

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phone: CAI Sondrio Tel. 0342 / 214300

Equipment

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matress_unstaffed : yes

blanket_unstaffed : yes

heating_unstaffed : yes

gas_unstaffed : yes

Licence

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description

Gestito dal CAI Valtellinese, il rifugio è ubicato in alta Valle del Livrio, pochi metri a valle della diga del Publino. Da Albosaggia, raggiungibile uscendo verso sud dalla tangenziale di Sondrio prendiamo subito a sinistra in salita (cartello indicatore S. Salvatore) e al primo bivio a destra, per il Centro.
Qui giunti, lasciamo la carrozzabile che, presso un tornante, prosegue ampia verso i Campelli e prendiamo a destra in discesa per alcuni metri (via Torre), passiamo il torrente e risaliamo subito a sinistra su una stradina, in direzione di alcune case. Il tracciato, stretto ma ben asfaltato, sale tra i castagni e porta a S. Antonio, dove troviamo sulla sinistra, dopo circa 5 km, una bella chiesetta, successivamente alla frazione di Cantone m990, dove, nei pressi di un tornante, troviamo dei cartelli indicatori gialli che segnalano la direzione esatta per il Lago del Publino ed il nostro rifugio.

pedestrian access

Da Cantone raggiungiamo la località Forno (m.1315) presso la quale attraversiamo il torrente Livrio portandoci sulla sponda destra (sinistra idrografica). Ora la strada, di nuovo carrozzabile, risale fino ai prati di località Costa (m.1425) raggiungendo una "casera" che giace sulla destra dove iniza un lungo tratto, che ci porterà su terreno pressoché pianeggiante, fino in fondo alla vallata, attraversando un ampio pascolo segnalato come Alpe Piana (m.1500 circa), poi salendo per breve tratto e subito dopo scendendo fino a lambire il torrente che scorre alla nostra sinistra.
E' qui che comincia la vera salita, faticosa e a tratti scomoda, che ci porterà a vincere i restanti 600 metri di dislivello che ci separano dal rifugio. Gettando uno sguardo in alto, verso sinistra, notiamo già la condotta forzata della diga che scende fino all'edificio della centrale del Publino; il rifugio, adagiato su di un terrazzino appena sopra l'inizio della condotta forzata, non è comunque per ora visibile.
L'itinerario inizialmente procede per vaghe tracce di sentiero, a tratti inesistente a causa di slavine invernali e conseguenti ramaglie depositatesi, fino a congiungersi più in alto con il sentiero Bruno Credaro (troviamo bandierine giallo-rosso-gialle), dopo aver però incontrato e superato il canale di gronda che si dirige verso la centrale ed attraversato il torrente; per raggiungere il rifugio ora ci basta proseguire verso sinistra per la strada, giungendo fino allo sbarramento della diga e quindi appena sotto al rifugio. Il rifugio, non custodito, è stato ricavato in seguito alla ristrutturazione di una baracca che venne usata dagli operai impegnati nella costruzione della diga negli anni '40.
Testi M.Dei Cas

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