Corna di Medale : Via Cassin alla parete SE

Corna di Medale : Via Cassin alla parete SE

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Associated waypoints

Map

  • Swisstopo - 48 - Sotto Ceneri
  • Swisstopo - 297 - Como

Licence

General

route_types: loop
activities:
durations: 1 day(s)

climbing_outdoor_type: multi

configuration: face

quality: medium

Rating

D+  
5b > 5b

  A0    III    P3 

heights

elevation min/max : 450 m / 1029 m

height_diff_up: 500 m

height_diff_difficulties: 300 m

orientations

E W S N

description

La classicissima di Lecco, con tutte le credenziali di una via alpinistica da ripetere almeno una volta, aperta da uno dei maggiori interpreti del secolo scorso, cui fu necessario un bivacco per superare una parete ritenuta allora impossibile. La Cassin alla Medale è un esempio da manuale di quell'alpinismo classico che, infilandosi con caparbia determinazione in pareti inesplorate, trova il percorso più facile e logico verso la vetta.

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Avvicinamento

Per una stradina si giunge al cimitero di La orca incastonato tra le rocce, si perde un po’ di quota e si prosegue tra boschetti e radure. Si seguono le indicazioni per Medale e Ferrata degli Alpini giungendo ad una strada in cemento bianco che si risale con tornanti fino ad arrivare a delle reti paramassi. Si prende un sentierino e al 4 o 5 bivio che si inerpica sul bosco a sinistra (ometto di pietre e scritta in blu “Cassin”, si comincia a salire per rocce, ghiaia e erba. L’attacco è su una placconata lavorata con ancora l’indicazione della via in blu.

Via

L1 II-III 35m Si rimonta una facile rampa ascendente verso destra. Fix distanziati, ma difficoltà ridotte. In ultimo si piega a sinistra e si giunge al terrazzino della sosta. Tiro molto vegetato.
L2 IV 40m Senza farsi ingannare da un cordino che pende sulla parete sovrastante, si supera il primo gradino (IV) sul lato sinistro (non entrando nel diedro liscio e consumato) e si giunge in prossimità di una pianticella donde per cengia ascendente si continua a sinistra. Si supera un risalto con passaggio faticoso e si giunge alla comoda sosta in prossimità di una pianta. IV, II, III.
L3 V 40m Si rimonta il diedro verticale sopra la sosta incontrando una sosta di pochi metri più alta e diversi fix o chiodi. Il passaggio è “unto” e la salita alquanto faticosa (V). In ultimo per una rampa verso sinistra, per un tratto poco protetto attraverso la vegetazione (cordini su piante) si giunge alla sosta. V, V-, V, IV+, III.
L4 V 35m Si rimonta il muretto che sale a destra con appigli esigui e rovesci (V). Da qui si piega a sinistra e per gradoni si arriva comodamente in sosta (III).
L5 V+ 45m Dalla sosta ci si sposta salendo verso sinistra. Il primo muro presenta passaggi rovesci ed è molto liscio (V+). Possibilità di azzeramento. Rimontati i primi 10 metri impegnativi si entra nel diedro che sale con continuità verticalmente con buone protezione e buoni appigli. Si giunge alla catena della sosta su comodo terrazzo. V+, V, IV+.
L6 VI- 45m Si sale verso sinistra verso una nicchia ove è presente un fix (V). Questo tratto non banale risulta sprotetto (possibilità di mettere 2 friend piccoli). Giunti alla nicchia si sale a destra con passaggio delicato (VI-) sopra una specie di tetto e si prosegue traversando in piano a destra. Dopo un fix si comincia a salire in verticale in una specie di diedro esposto e poco appigliato uscendone a destra per massi rotti (IV+) alla sosta posta su un largo terrazzo sotto una grande nicchia con tetto. E’ il tiro del vecchio “passaggio della radice” che ora non è più presente.
L7 IV 35m Si sale la rampa a sinistra per 7/8 metri e si traversa a sinistra in orizzontale con salita finale verticale ed esposta.
L7' IV 30m Dalla sosta si rimonta verticalmente per diedrini e spigoletti ben appigliati ma esposti (IV). Si giunge così alla sosta un po’ scomoda (no terrazzo ma placca inclinata) posta a sinistra di un grosso tronco secco oltre il quale in una nicchia si trova una statuetta della Madonna.
L8 V- 40m Si traversa a sinistra su placca liscia per i piedi ma ben appigliata (V-). Protezioni sufficienti e non troppo distanziate. In ultimo, si rimonta un diedro espostissimo e non appigliatissimo in verticale (IV+). Si tratta del famoso “Traversino”.
L9 IV 40m Dalla sosta si rimonta in verticale per appigliate rocce e tratti vegetati fino alla sosta.
L10 IV 35m Ancora un tiro facile ma abbastanza vegetato per canaletti e diedrini alla comoda sosta presso un grosso sasso e una nicchia protetta.
L11 IV- 50m L11: si supera il primo muro verticale usando una radice per posizionare cordino di sicurezza (IV-), dopo una decina di metri si giunge ad una sosta nuova, am si prosegue per una specie di canale con blocchi di roccia e in ultimo un sentierino terroso fino al colletto che permette di affacciarsi sul versante opposto.

Discesa

Si prosegue in piano verso sinistra seguendo delle corde fisse e poi si comincia a scendere ripidamente sempre con l’ausilio di cavi d’acciaio. Si giunge così al sentiero principale bollato, che a sinistra conduce in 20 minuti alla sommità della Corna. A destra scende ripido per sentiero ghiaioso fino ad arrivare ai paramassi della partenza.

remarks

  • L’esposizione e la quota consigliano una salita nelle mezze stagioni o addirittura d’inverno prestando attenzione alla discesa sull’opposto versante che potrebbe presentare ghiaccio o neve. D’estate dopo le 15 la parete risulta in ombra.
  • Via classica da non sottovalutare per la lunghezza e per alcuni passaggi unti.
  • Estetica via che nei primi tiri sale una specie di canale-diedro protetto. Dal quinto al nono tiro la via è molto esposta.
  • Nel 2002 la via è stata riattrezzata con fittoni resinati alle soste e nei passaggi chiave.
  • Roccia buona a dispetto dell’unto di alcuni passaggi, comodo avvicinamento, difficoltà
    contenute, discreto sviluppo, vista panoramica sulla pianura e sui laghi.

Sensitive areas
There are sensitive areas on this route. Please refer to the map.

gear

NDA, set completo di nut e friends. A parte il secondo tio, non ci sono problemi di orientamento per i nuovi fix che indicano abbastanza facilmente la via.

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