Cima del Coro : Via Gadenz-Scalet

Information

General

General

route_types: return_same_way
activities
durations: 1 day(s)

climbing_outdoor_type: multi

configuration: face

quality: medium

heights

heights

elevation min/max : 2210 m / 2670 m

height_diff_up: 460 m

Rating

Rating

D+  
5c > 5b

  A1    IV    P3 

orientations

orientations

E W S N

Licence

Licence

description

Avvicinamento

Dal rifugio Treviso prendere il sentiero 707 fino ad un bivio, segnato con un cartello, proseguire verso sx fino a trovarsi, sulla dx, l'ambio anfiteatro della cima del coro. da qui imboccare l'anfiteatro e risalire i prati e roccette fino all'inizio della roccia, a 50mt dal diedro Wiessner ci si sposta sulla sx e si arriva all'attacco della via. evidente passerella che sale lungo la parete.

Via

L1 2°..pass..3° 140mt Dall'anfiteatro, si segue verso sx la cengia ascendente che permette di salire facilmente verso il settore sinistro della parete. Dopo il primo tratto la cengia si allarga a grande rampa, attenzione ai detriti, che si risale agevolmente fino sotto una parete nera, che segna l’inizio degli strapiombi ascendenti da sx a dx.

Lungo la rampa, sulla quale si trovano prima uno spit e poi una clessidra con cordino per eventuali soste, conviene salire in conserva. Poco prima di raggiungere la base della parete nera, proseguire fino alla sosta d’attacco della via tradizionale proprio sotto la parete nera (2C con cordino).

L2 4° pass 5° 40mt Dall’attacco si traversa quasi in orizzontale verso sx su placca quasi verticale e un po’ levigata raggiungendo una zona più articolata (5 m, 5°, 1C alla fine). La si asseconda in diagonale verso dx su bella roccia articolata fino a raggiungere la base di una fessura gialla, alla cui dx, sulla placca, corrono gli spit della variante nuova (25 m, 4°). Qui si può salire sia per la fessura gialla e più profonda della via originale (10 m, 4°), sia sulla bella fessura superficiale grigia subito a dx, lungo la via a spit (10 m, 5°, 3S), fino ad un piccolo terrazzino, con sosta su 2S (o poco distante sosta tradizionale su CL.
L3 3° pass 4° 70mt Si va a dx a raggiungere una facile rampa di rocce con detriti, che si risale in diagonale a dx. La rampa si trasforma in un canale detritico che porta ad una piccola spalla con ometto (40 m, 3°, un pass. 4°). Dalla piccola spalla detritica si va ancora in diagonale a dx per detriti e roccette fino sotto ad un pulpito giallo (che rimane a sx) e una parete nerastra in alto. (30 m, 3°). Sosta su una CL.
L4 35mt Si sale ora dritti su bellissima parete a buchi, seguendo a piacere il percorso più articolato (35 m, 4°), fino ad una sosta su CL, alla quale giunge anche una fessura-camino che corre più a dx e può essere seguita come alternativa più facile ma meno bella (stessa distanza, 4°).
L5 45mt Si continua come il tiro precedente, cercando la via più conveniente lungo la bella parete fino quasi sotto i grandi strapiombi, raggiungendo due CL con fettuccia (35 m, 4°), dalle quale si traversa facilmente a dx su terrazzino fino ad una sosta con CL con cordone (10 m, 2°).
L6 45mt Dalla sosta non si segue l’invitante rampetta verso sx che conduce alla base degli strapiombi gialli, ma si sale dritti lungo la verticale parete con arrampicata entusiasmante, fino a raggiungere una piccola nicchia gialla (non riconoscibile dalla sosta sottostante) dove si sosta (3C nel fondo della nicchia).
L7 4° pass 5° 25mt Si esce a dx dalla nicchia con bel movimento esposto (5 m, 5°), per poi continuare su bellissima placca lavorata, in leggera diagonale a dx, con difficoltà decrescenti, fino ad una grossa clessidra con cordone all’inizio di una zona più appoggiata.
L8 60mt Lungo la successiva entusiasmante parete a buchi sempre in diagonale a dx, raggiungendo la base di un diedro (35 m, 4°). Lo si sale fino a raggiungere la grande cengia sommitale, sotto gli enormi strapiombi gialli della vetta (25 m, 4°).

Qui ci si slega e si segue a dx la traccia di sentiero lungo la cengia fino all’uscita del grande diedro Wiessner, dove si apre il grande buco che permette di sfuggire sul versante opposto del monte. Dall’altra parte si incontra la traccia di sentiero, con i bolli rossi, della via normale. A sx, in dieci minuti, si raggiunge la cima.

Discesa

Dal foro, si segue a dx la traccia e i bolli che conducono, con una discesa su facili roccette, fino alla prima doppia (chiodi e clessidre con cordoni e anello). Se trovate ancora neve potete fare una prima doppia, a 20 mt sulla dx del buco trovate un cordino su chiodo e clessidra per la doppia.

1 CD) 25 m fin poco sopra una forcelletta (attenzione che dopo 20 m di doppia si deve buttarsi a sx e risalire circa 1 mt), che si raggiunge, seguendo i bolli, con facile traverso a dx (faccia a valle, 2°). Dalla forcella (il primo anello è qualche metro sotto la stessa) si scende verso dx (versante Val Canali) lungo un profondo camino.

2a e 3a CD) Con due doppie nel camino su anelli (20 + 25 m) si raggiunge il fondo del camino che qui si trasforma in canale detritico. Si scende il canale per breve, fin quando si esce a sx lungo un sistema di ripide cengette di roccia con erba (seguire i bolli rossi), che con facili passaggi su roccette (un po’ esposte, max. qualche breve passo di 2°) conduce ai cavi della Ferrata Fiamme Gialle (1 ora dalla cima).

La si segue in discesa per una decina di minuti fin dove termina. Da qui con ripido sentiero ci si riporta fino in val Canali, dove si incrocia nuovamente il sentiero rifugio Treviso-Passo Canali, praticamente dove lo si era abbandonato per salire all’attacco della via. Lo si ripercorre verso sx fino al
rifugio (ore 2,30 dalla cima).

gear

cordini, dadi, friend, chiodi per ogni evenienza

route_history

L. e M. Gadenz, Q. Scalet, 26 aprile 1953

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