Oberalpstock : Da Piz Ault (Disentis)

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General

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activities

frequentation: some

quality: medium

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participants

participants

Edoardo Satiro, surlyswiss, Marco Busti, fabiomiglio, Pince.

heights

heights

elevation min/max : 2750 m / 3328 m

height_diff: +730 m / -850 m

Access

Access

lift_status: open

hut_status: open_non_guarded

snow

snow

elevation_up_snow: 2770 m

elevation_down_snow: 2649 m

snow_quantity: good

glacier_rating: easy

avalanche_signs: no

Licence

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route_description

Abbiamo seguito l'itinerario descritto; in discesa abbiamo seguito il Brunnifirn sino alla Camona da Cavardiras dove abbiamo pernottato.

weather and conditions


Tempo splendido, con assoluta assenza di vento e caldo insolito per questa stagione a 3000 m. di quota.


“Polvere” sul breve tratto di discesa sul Brunnifirn dalla cresta NE del Piz Ault. Sul ghiacciaio neve in fase di trasformazione, ma di qualità relativamente variabile a seconda dell’inclinazione e dello spessore. Complessivamente discreta.

timing

3 h ca. per la sola salita compreso soste.

Elevation profile

hut_comment

Ottimo rifugio ben equipaggiato. C'è stufa e abbondante riserva di legna da ardere. Luce fotovoltaica. Non c'è gas.

personal comments

L’Oberalpstock è una cima su cui ormai mi sento a casa, in tanti anni l’ho salita da più versanti, l’ambiente mi è familiare come in pochi altri posti delle Alpi. Il suo culmine è un belvedere incomparabile e quando ti capita di essere su con un tempo così non vorresti scendere mai. Dal punto di vista sci alpinistico l’Oberalpstock ha una storia di tutto rispetto se penso che il mitico W. Paulcke lo salì il 5 gennaio del 1896 nientemeno che dalla Maderanertal; lui percorse tutta la valle sino ad Hinterbalm, dove riposò per qualche ora per poi ripartire alle 2:00 di notte, quindi ancora su per la Brunnital ed il Brunnifirn, alle 14:45 Paulcke e Vittorio di Beauclair erano in cima, alle 19:20 Wilhelm, dopo quasi 18 ore, riapriva la porta della piccola capanna Hinterbalm, exploit incredibile per l’epoca.
A volte mi domando se Paulcke, che stupì negativamente il mondo alpinistico, molto scettico su questa ascensione sciistica, avesse anche solo per un attimo immaginato che un secolo dopo l’Oberalpstock potesse essere preso d’assalto da un numero considerevole di sci-alpinisti lungo un numero di itinerari notevoli quanto impensabili cent’anni fa, sino alla banalizzazione degli impianti di Disentis. Una conferma straordinaria della lungimiranza di Wilhelm.
Anch’io mi sono piegato alla salita “Commerciale” dell’Oberalpstock facendo uso degli impianti, ho cercato di “giustificare” la Coscienza ripetendo come un mantra < sei avanti con gli anni, solo così puoi sperare di riuscire l’indomani a compiere una gita memorabile…“La traversata del Gross Dussi”>, ma temo che non sia stato sufficiente a lenire il rimorso per la scelta sì funzionale, ma poco etica.

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