Bric Ghinivert : Punta del Beth o Bric del Mezzogiorno
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Licence

General

activities

frequentation: quiet

condition_rating: average

quality: medium

Rating

2.2
PD

heights

elevation min/max : 1590 m / 2986 m

elevation_access: 1590 m

height_diff: +1400 m / -1400 m

snow

elevation_up_snow: 1590 m

elevation_down_snow: 1590 m

snow_quantity: good

avalanche_signs: no

participants

Edoardo Satiro

route_description

Si posteggia in località Pattemouche dopo l’area riservata agli impianti; in prossimità della Pista per il Fondo. Si segue quest’ultima sulla destra idrografica del torrente sfruttando l’ampia corsia riservata a chi fa Skaiting. Dopo un percorso non eccessivamente lungo si stacca a sinistra salendo (m 1770 ca.) la stradina che porta al borgo di Troncea, la si segue per un brevissimo tratto, appena superato il Rio Platas si sale su terreno sostenuto e sgombro da vegetazione in direzione NE fiancheggiando la sinistra idrografica del medesimo Rio. Alcune fasce boscose più ripide si infrappongono alle zone prative. Un ulteriore tratto molto inclinato lo si incontra ai piedi della Rocca Curba. Questo sperone roccioso lo si supera sulla sinistra salendo. Dopo questo tratto la vegetazione si dirada ulteriormente, un corto e ripido gradino permette l’accesso ad un bel ripiano da cui si può vedere tutto il bellissimo vallone che conduce alla meta. L’ultimo segmento del percorso è relativamente libero, si può tracciare a seconda del pericolo valanghe, A circa 2650 m di quota, quando il pendio torna ad inclinarsi maggiormente si piega verso destra(senso di marcia) per raggiungere la cresta NW in prossimità della vetta, da qui facilmente raggiungibile.
DISCESA: lungo il percorso di salita.

weather and conditions


Giornata bellissima, - 5,5/-6,0 °C alla partenza ore 9:15. Vento debole, quasi assente, freddo intenso, ma sopportabile.


L’innevamento in questo settore delle Alpi è ancora buono in termini di quantità (si parte e si arriva con gli sci ai piedi). La qualità invece, su questa gita, è piuttosto modesta, posso dire di aver trovato il campionario completo di quanto la natura è in grado di offrire. Il pericolo di valanghe è molto basso ,ma non assente, ci sono placche da vento diffuse sicuramente molto resistenti, ma se sovraccaricate oltremodo possono sempre staccarsi per rottura dei nodi più deboli. Inoltre il 4 gennaio il vento era violentissimo oltre i 2200 m di quota ed ha spostato ancora neve farinosa.

timing

ore 4 e 15 mim. ca di sola salita sino in vetta (compreso soste).

access_comment

Strada pulita, parcheggio innevato.

hut_comment

Lungo la pista di fondo, sinistra orografica del torrente Chisone, c'è il Rifugio Alpino "Mulino di Laval" aperto durante la stagione invernale. 25 € B&B.; 40 € mezza pensione.

personal comments

Ho scelto la Val Chisone, settore Alpino che conosco poco e che non mi ha forse a torto mai attratto particolarmente, perché pensavo che ci fosse l’innevamento più ricco di tutta la Catena Alpina, soprattutto a quote medio-basse. Dopo la visita penso di poter dire che sia abbastanza vero, ovviamente sulla qualità non bisogna essere intransigenti anche se qualche buona sciata è venuta fuori. Già il 4, provando a salire la Punta N dell’Orsiera, dall’ex Sanatorio Agnelli, ho camminato da dove si posteggia (m 1700 ca.) solo una decina di minuti prima di mettere gli sci nonostante fossi su un versante prevalentemente esposto a Sud. Sono sicuro che complessivamente avrei fatto una discreta sciata se un vento violentissimo non avesse sconvolto la situazione nevosa, che già non si poteva definire “al Top”, e mi avesse sconsigliato di proseguire quando ero solo intorno ai 2400 m di quota.
Nel frattempo l’occhio osservava i dintorni, ero un po’ scettico sulla zona dell’Albergian che mi sembrava particolarmente colpito dal ciclone in corso; il 4 torno presto dall’Oresiera quindi prima di rientrare in albergo salgo con la vettura a Pragelato, forse la Val Troncea ha risentito di meno della bufera ed offre un sacco di opportunità, quindi decido di venire qui l’indomani.
Mentre scendo lungo la statale una vetta trapezoidale con una splendida pala triangolare esposta ad W, illuminata dalla luce rosata del pomeriggio cattura lo sguardo verso Est; rimango affascinato, penso subito ad una splendida sciata devo solo capire cos’è, potrei tenerla per il giorno dell’epifania.
Dalla Val Troncea ho avuto conferma di una bellezza sobria, i lunghi avvicinamenti non mi sono sembrati particolarmente faticosi grazie alla pista di fondo che permette quantomeno un rientro veloce. Le opportunità sono molte ed i pendii molto belli e sostenuti per lo sci sui quali non credo sia raro trovare neve polverosa.

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