Horlini: Versant W

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Information

General

General

activities

frequentation: quiet

condition_rating: excellent

quality: medium

participants

participants

Edoardo Satiro, Marco Busti, Pince.

heights

heights

elevation_max: 2451 m

elevation_access: 1300 m

height_diff: +1150 m / -1150 m

Access

Access

access_condition: cleared

snow

snow

elevation_up_snow: 1300 m

elevation_down_snow: 1300 m

avalanche_signs: no

Licence

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weather and conditions


Al mattino nebbia alta con limite superiore intorno ai 1700 m di quota, durante il giorno si è progressivamente diradata . Sopra cielo terso e giornata di sole spaziale, senza vento con temperatura gradevole durante le ore centrali. Aria più fredda sopra i 2300 m. In serata notevole abbassamento della temperatura in paese.


Le nevicate sono state veramente copiose specialmente nella fascia compresa tra i 1600 m di quota e i 2200 m circa. I primi prati sopra il paese non hanno un fondo consistente, ma non si tocca, oltre non c’è più alcun problema. Oltre i 2400 m di quota il vento ha lavorato soprattutto in prossimità delle creste creando sastrugi felpati comunque sciabili.
Considerando il periodo la qualità della neve era ottima su quasi tutto il percorso nonostante l’esposizione, Sicuramente la polvere si conserverà meglio sul quadrante W-E passando da N. Le condizioni del manto nevoso sono apparse in quest’area sorprendentemente sicure; sui pendii aperti, dove si potevano misurare talvolta spessori oltre i 60 cm, non si sono sentiti rumori di assestamento sospetti e anche l’azione del vento pare non aver causato spostamenti ed accumuli di neve importanti.

timing

10:00 ca.;ore 3 e 30 mim. ca di sola salita sino in vetta (compreso soste).

personal comments

In settimana si era capito dai bollettini Svizzeri che le nevicate in alcuni settori alpini erano state tutt’altro che banali. Sabato potevamo provare ad aprire la nuova stagione scialpinistica. Bisognava solo azzeccare il posto più adatto per meteo e qualità della neve. Venerdì optiamo per il Vallese, valle di Leukerbad, il tempo dovrebbe essere già bello il primo mattino e la neve, non osavamo dircelo apertamente per ragioni scaramantiche, poteva anche essere di buona qualità. Tutto è andato oltre la più fervida immaginazione (in tutti i sensi!), Avevamo in mente una meta diversa, ma l’aver dovuto tracciare tutto il percorso ci costringe ad un ripiego sull’Horlini che per pura coincidenza è la stessa gita con cui abbiamo iniziato la scorsa stagione anche se per un altro versante.
Albinen, dove avevo pernottato due anni fa in occasione della traversata del Daubenhorn, ha un aspetto Natalizio molto diverso da allora, gli alberi sono ingessati, sono curiosissimo di vedere Tscharmilonga di cui mi era passata per le mani anni fa una foto invernale molto suggestiva, quasi irreale. L’inizio di stagione non poteva essere migliore di così, ce lo ripetiamo come un mantra mentre inanelliamo una serie di curve dietro l’altra sugli intonsi pendii ovest dell’Horlini ammantati da una coltre soffice e leggera, mentre il sole pomeridiano illumina i larici con il giallo degli aghi che dora il bianco della neve che li avvolge, sotto il Vallese velato dal gioco di ombre e di luci della nebbia in continuo movimento. Se cerchi delle motivazioni per giustificare le fatiche dello sci alpinismo oggi ne puoi trovarne quante vuoi.
Se il contesto sci alpinistico è stato baciato dalla fortuna non si può dire altrettanto per quello logistico di una gita che non è proprio “fuori casa”. Già il mattino la foratura inopportuna di una gomma ci fa perdere tempo, quella di scorta alla vista è poco rassicurante, ma l’entusiasmo infonde fiducia e proseguiamo veloci verso la meta. Alle 16:00 siamo nuovamente alla vettura, negli occhi abbiamo ancora le meravigliose immagini della giornata sugli sci quando ce ne appare una completamente fuori sintonia…quella di un’altra gomma dell’auto perfettamente sgonfia. Ci basta un nano secondo per capire che siamo nei guai fino al collo. Inizia una “seconda gita” molto meno attraente della prima, ma sicuramente più complicata; destreggiandoci tra tre o quattro idiomi inizia una serie di telefonate che non riescono a trovare una soluzione rapida per tirarci fuori dai guai. Fino a lunedì l’auto non la guarda nessuno, solo alle 18:00 circa arriva un agile fuori strada del soccorso svizzero con un rimorchio leggero su cui carica l’auto; forziamo l’operatore alla guida di provare a gonfiare la gomma "a terra", ma l’unico risultato che otteniamo è quello mettere ko la batteria del “fuoristrada del soccorso”. La situazione è paradossale, temiamo di dover chiamare il soccorso per il “soccorso”… ed il tempo scorre…e fa sempre più freddo. Tralascio il pittoresco svolgimento delle operazioni ricordando soltanto che per far ripartire il fuoristrada del soccorso dobbiamo spingerlo in discesa, chi l’avrebbe mai pensato nell’efficientissima Confederazione, tutto il mondo è paese.
Alle 7:10 ci muoviamo verso Leuk, nel frattempo abbiamo deciso di rientrare in treno lasciando la vettura in Svizzera, ma l’ultimo parte da Leuk per Briga alle 7:43, appare da subito un tentativo disperato, anche perché l’infida stradina che divalla da Albinen a Leuk è completamente gelata, pericolosissima per il nostro “Convoglio”, il rimorchietto ha dei problemi di frenaggio; chiedo al soccorritore in una nuova lingua che rispetta entrambi gli idiomi del Cantone perché non hanno gettato il sale, ma prima che aprisse bocca incrociamo lo spargisale cantonale e contemporaneamente con una leggera vena ironica sento rispondere “Zu spet”(troppo tardi). Arrivati in stazione pigliamo al volo borse e zaini e ci precipitiamo verso il binario 2, il treno ha 9 minuti di ritardo, avevamo già capito vedendo il soccorso che il “rating svizzero” dell’efficienza è in ribasso, il ritardo delle FFSS è un altro indizio di conferma, ma questa volta la sfortuna ha giocato a nostro favore. Sul treno mentre viaggiamo verso Milano da dove poi dovremo raggiungere i vari paesi di residenza mi viene spontanea una riflessione, pensavo di aver già raggiunto in passato il record di utilizzo di mezzi pubblici combinati con autostop, alla fine di una gita di traversata, per il recupero dell’auto, ma invece ecco un nuovo exploit che abbatte i confini dell’impossibile…Albinen-Leuk con il soccorso; Leuk-Briga in treno; Briga-Milano in treno; passaggi di fortuna in auto per le località della Brianza; circa 5 ore in totale! Però che gita!!!

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