Punta Marguareis: Anello con salita per il Passo del Duca e dello Scarason discesa per il Canalone dei Torinesi ed il vallone di Marguareis
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Punta Marguareis: Anello con salita per il Passo del Duca e dello Scarason discesa per il Canalone dei Torinesi ed il vallone di Marguareis
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Licence

General

activities

frequentation: quiet

condition_rating: average

quality: medium

Rating

3.3
D-

heights

elevation_max: 2651 m

elevation_access: 923 m

height_diff: +1900 m / -1900 m

length_total: 25.0 km

Access

hut_status: closed_hut

snow

elevation_up_snow: 923 m

elevation_down_snow: 923 m

avalanche_signs: recent_avalanche

weather and conditions


Splendido, con temperature non troppo alte, assenza di vento a quote basse, leggera ventilazione discontinua oltre i 2400 m. Nuvole stratificate in altitudine hanno velato il cielo dalle 13 alle 15 peggiorando i contrasti poi nuovamente soleggiato e sereno. Visibilità ottima sia verso il mare che verso N su tutta la catena Alpina.


Il versante N del Marguareis è molto carico di neve, una quantità consistente è già presente nella località partenza a poco più di 900 m di quota.
Credo si possa dire che circa 40-50 cm di spessore compatti sono presenti al Villaggio dell’Ardua che aumentano progressivamente con la quota. In vetta l’imponente struttura della croce in traliccio ha il fusto coperto quasi sin l’apertura delle due “ali”. La qualità su questo versante non è eccellente, ha finito di nevicare da pochi giorni e le temperature basse non hanno favorito l’assestamento del manto di neve recente, pertanto il tratto medio nel vallone di Marguareis, soprattutto nel tardo pomeriggio, non è portante inoltre la neve diventa” lenta” costringendo ad una sciata controllata quasi rettilinea. Dalla cima al Canalone dei Torinesi, scegliendo di sciare i pendii esposti a SW, la neve è più che buona; nel canale dei Torinesi la neve è dura, ma con un ottimo grip che consente una sciata sicura e divertente.
Molti pendii hanno già scaricato, ma placche da vento sono ancora presenti; ritengo però che sia necessario un forte sovraccarico durante le ore più calde per causare un distacco. Nella notte tra sabato e domenica il manto nevoso non ha rigelato nel bosco.

timing

10 ore totali per l’intero giro.

personal comments

Il Marguareis è la montagna più alta delle Liguri, l’ambiente è severo e suggestivo, la cima un incomparabile belvedere. Da Nord con gli sci da qualsiasi parte lo attacchi è una gita lunga da risolvere in giornata; è il vertice oroidrografico delle Valli Roia, Tanaro, Ellero e Pesio, la cima è territorio Francese.
Alcuni anni fa in una visita sci-alpinistica della valle Pesio avevo osservato bene, salendo alla cima di Serpentera il bellissimo versante N del Marguareis con i canaloni dei Torinesi e Genovesi, ero rimasto affascinato, un gruppo che poteva competere sotto il profilo sci alpinistico con le zone più blasonate delle Alpi Centro-Occidentali. Ho incominciato a studiarne le pieghe e le opportunità pensando che prima o poi ci avrei provato e finalmente il giorno è arrivato.
Sono contento che sia venuto anche Marino con cui ho condiviso molti di questi progetti nella fase embrionale, ma direi che gruppo migliore non si poteva formare per il Marguareis. Ognuno ha messo del suo nella riuscita di questa salita, un vero viaggio dove la motivazione deve essere forte per poter arrivare al traguardo. Anche il Pince ha superato se stesso grazie all’ironica esperienza di Surly che gli ha trasmesso l’arte del saper andare oltre i limiti dello sconforto di cui a volte siamo inconsapevoli vittime.
L’itinerario ad anello proposto è sicuramente tra i più spettacolari tra quelli che passano dalla cima, Emmanuel Cabau, che ha scritto alcune guide sci-alpinistiche tra cui “Alpes du Sud”, sostiene che sciare su un massiccio calcareo con vista mare è un alchimia, che oltre al Picos de Europa non si riscontra in nessun altro massiccio Europeo; non so se questa affermazione è veritiera, ma di certo è stata un’avventura piena di emozioni insolite.
Domenica mattina abbiamo capito subito che in giro non c’era nessuno, fuori dalla pista di fondo abbiamo subito incominciato a battere traccia in una neve umida, il morale sin sotto il Colle del Prel non era dei migliori, poi il percorso è diventato più “ingaggioso” e l’ambiente molto suggestivo, anche se sgranato nel gruppo l’umore stava cambiando rapidamente verso il meglio. Dopo il Passo di Scarason abbiamo dovuto tirar fuori tutte le riserve per continuare verso una cima che sembrava allontanarsi, più volte ci siamo confrontati io e Marco, un sacco di dubbi ci attanagliavano, il cielo si era annuvolato e questo incideva negativamente, spesso guardavamo indietro per vedere se spuntava Surly che spronava il Pince; quando sotto l’ultimo ripido pendio W del Marguareis li abbiamo visti uscire al Passo di Scarason e senza esitazioni scendere sul versante S abbiamo capito che ormai era solo una questione di tempo, ci saremmo tutti ricompattati in cima, anche perché tornare dallo stesso itinerario sarebbe stata pura follia.
Sul vertice delle Liguri solo noi cinque, alla luce di un sole pomeridiano che aveva ripreso a splendere luminoso quasi a premiare le nostre fatiche e soprattutto la nostra tenacia, godevamo di quel raro privilegio di non dover condividere con migliaia di distratte persone luoghi e momenti di grande bellezza ed intensità. Dopo qualche commento e battute di rito infiliamo gli sci e giù per la cresta Est fino al colle dove ci aspetta il canalone dei Torinesi, è un susseguirsi di curve in un ambiente che da solo avrebbe valso la gita; il resto della discesa sino all’auto ormai non ha più storia.

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