Daubenhorn: Traversata Gemmi Pass-Varen per Trubelboden
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Licence

General

activities

frequentation: quiet

condition_rating: good

quality: medium

Rating

3.2
AD

heights

elevation_max: 2942 m

elevation_access: 2346 m

height_diff: +1030 m / -2540 m

Access

access_condition: cleared

lift_status: open

snow

elevation_up_snow: 2346 m

elevation_down_snow: 1150 m

glacier_rating: easy

participants

Edoardo Satiro, Laura Spinelli, Bori & Bocia

weather and conditions


Al mattino soleggiato e non troppo freddo, -5°C al Gemmi Pass, la giornata comunque non era perfetta, dopo le 15:45 una progressiva copertura nuvolosa alta e non troppo compatta avanzava da W eliminando i contrasti nella salita dell’ultima cresta. Poi squarci sparsi lasciavano filtrare i raggi del tramonto che pennellavano l’ambiente di magiche sfumature cromatiche. Quasi totale assenza di vento.


Circa 20-25 cm di neve nuova ancora polverosa sui quadranti tra NE e NW. Sul pendio di SW verso Trubelboden la polvere si è conservata meno leggera nei tratti meno ripidi mentre sui tratti con maggior pendenza era già più simile alla farinosa.
Lungo la discesa verso Varen la consistenza cambiava a seconda dell’esposizione al sole e della quota; sotto i 2200 m era già comunque in avanzata fase di trasformazione. Sul versante di discesa la copertura nevosa è continua e di buon spessore sino a 1500 m, a quote minori, avendo sciato su una stradina in condizioni di luce precaria, non mi è possibile dare dei riferimenti precisi, abbiamo comunque tenuto gli sci ai piedi sino a quota 1150 m circa.
Il distacco di valanghe spontanee sul percorso appariva piuttosto remoto, non è escluso, da alcuni segnali percepiti, che con forte sovraccarico sia possibile il distacco di lastroni di dimensione contenute su pendii ripidi, soprattutto sotto le creste, esposti anche a Sud.

timing

Partenza ore 9 (prima funivia), sci ai piedi 9:30. 3 ore circa per la sola salita (compreso soste) al Daubenhorn 9 ore e 30 min. ca. per tutto il giro.

personal comments

Si tratta di una splendida traversata, non proprio elementare sia sotto il profilo tecnico che dell’orientamento, riservata a sci-alpinisti allenati di gambe e di testa poiché oltre al notevole sviluppo non ritengo sia molto frequentata nel tratto Vetta Daubenhorn-Varen.
Ero molto curioso di provare questo giro, pensavo ai grandi panorami, alla sciata su pendii intonsi e bellissimi con il vallese disteso sotto di noi oltre 2000 metri più in basso incorniciato dalla catena principale delle Alpi; come al solito mi intrigava l’ingaggio, il mettermi alla prova su un terreno sconosciuto lungo tutto il percorso con tutti i passaggi da trovare.
Qualche giorno fa mentre controllavo le condizioni nivo-meteo dell’Arco Alpino ho ripensato al Daubenhorn, mi dicevo: << certo è un po’ presto gennaio, non ci saranno tracce, le giornate sono corte ed il rischio di “lastroni” più alto>>, eppure quella voce interna, di cui non
riesco ad individuare l’origine, mi diceva che quell’angolo tra Vallese e Bernese non era messo male soprattutto dopo la piccola nevicata tra il 4 e 5 Gennaio. Se ce l’avessimo fatta, magari in completa solitudine come agli albori di questa disciplina, sarebbe stata un’emozione profonda, indimenticabile…e così è andata.
La grande solitudine e l’ambiente severo, esaltato dalla tagliente e fredda luce invernale, ha testato la nostra capacità di autocotrollo e tra stupore e bellezza per i continui cambi di scenari e la superba qualità della neve ci siamo trovati alle 16 sull’ultimo passo con sotto di noi 2000 metri di discesa sconosciuti e poco più di 1 ora e 20 minuti di luce a disposizione.
E’ finita alla luce delle frontali quando alle 19:10 depositavamo gli zaini sotto la pensilina di fermata dell’autopostale a Varen, peccato che sulla tabella degli orari ci fosse scritto che l’ultimo passava alle 19:00. Prima che lo sconforto ci prendesse il fattore “C” è intervenuto ed un automobilista ci ha offerto un passaggio per Leukerbad fin davanti la nostra autovettura, abbiamo parlato lungo il tragitto delle sue montagne e dello sci-alpinismo come vecchi amici a cui aveva dato un appuntamento, lo ringraziamo e gli auguriamo di fare una bella prestazione alla “Patrouilles des Glacier” che sta preparando da tempo.
Un grazie anche ai miei compagni che non si sono ammutinati pur consapevoli, al momento del superamento della “cresta del non ritorno” verso Trubelboden, che poteva scapparci un bivacco.

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