Piz Umur: da Pontresina per il Vadret da Tschierva e la cresta SE
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Licence

General

activities

frequentation: some

condition_rating: excellent

quality: medium

Rating

PD  

heights

elevation_max: 3279 m

elevation_access: 1774 m

height_diff: +1600 m / -1600 m

Access

hut_status: open_guarded

snow

glacier_rating: easy

weather and conditions


nuvolosita sparsa il primo mattino, rasserenamento e verso le 10:30 formazione dei primi cumoli che sfociano in temporali dalle 14 in avanti.
forte afa specie nella val Roseg e salendo alla Tscherva


nonostante arriviamo a Pontresina che ha smesso di piovere da poco troviamo tutto l'itinerario in condizioni perfette: traversiamo la prima lingua del vadret da Tscherva su ghiaccio in piano senza dover mettere i ramponi, una volta sull'altro ramo tutto su neve, con la traccia dello Scerscen fino al colle, da qui roccie completamente asciutte.
due persone han salito il Naso dello Scerscen, varie persone alla Eselsgrat, parete nord del roseg impraticabile, data l'afa ha scaricato tutto il giorno in tutti i punti, sia i seracchi che lungo i pendii nevosi, al mattino era tutta bianca, quando scendiamo molte zone è affiorato già il ghiaccio grigio!

timing

4:30 alla vetta

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posteggio a pontresina dalle 7 alle 18 fr.10

personal comments

optiamo per questa gita al posto della cresta N al Pizzo Stella col pensiero di stare in giro meno dati i temporali annunciati per il pomeriggio, eppure anche il Piz Umur ha richiesto il suo tempo e qualche goccia c'è la siam presa comunque. Merito del Gianluca che aveva già visto questa cresta, già perchè se uno avesse seguito la Guida dei Monti d'Italia (Bernina), avrebbe preso una gran cantonata visto che è descritta come veloce e facile quotata F, ma qui di f neanche l'aria, altra dimostrazione negli itinerari non frequentati e su cime praticamente sconosciute si va ancora alla "scoperta", per lo meno nelle guide Masino Bregaglia Disgrazia accennavano nella prefazione a questi tipi di situazioni, ma nelle guide più recenti neinte, fatte così bene che uno da per scontato che sia verità... i vangeli dell'alpinista...
eravamo intenzionati a fare la traversata salendo per la cresta NE, ma le nuvole in crescente aumento e dopo aver visto diversi torrioni da salire e scendere optiamo per la più veloce "normale" che poi tanto veloce non è data la roccia a tratti friabile e la forte esposizione su ambo i lati.
Mentre scendiamo ci arriva anche l'avviso di garanzia, 4 goccie ci avvisano che tra poco qualcosa arriverà, allora di fretta ci togliamo dalla cresta e il cielo ci concende ancora una mezz'ora di buono, dopodiche varie cellette temporalesche colpiscono a campione la zona, lungo la val Roseg passano 3 scroscichi di acqua noi siamo un pò più riparati, poi riprende anche sopra le noste teste, quindi ci fermiamo al rifugio a fare una bella siesta con birrone che tira sù il morale, nel frattempo si scatenano bene i temporali lungo l'engadina e poco dopo cogliamo una bella finestra asciutta per ritornare alle biciclette e via a manetta alla macchina, e nel rientro vediamo il Piz Albris e il Piz Nair bianchi di grandine.
e anche questa gita come l'ultima in Val Bodengo è stata una sorpresa, arriviamo in engadina che ha appena smesso di piovere, magari se partivamo prima tornavamo a casa vista la pioggia, man mano che saliamo si rasserena tutto sotto un afa micidiale, arrivare al colle è stata una banalità, impossibile paragonta all'ambiente circostante, e la cresta che si parte più alti della vetta e si scende fino a che il Piz Umur si mostra per bene: un catapicco affilatissimo, che mi solleva un pensiero, forse è merito di questo "coltello" che il Vadret da Tscherva si taglia in due, o forse il contrario che grazie al ghiacciaio che questa cima esiste? bo di certo a pensare che il ghiacciaio si è abbassato e che adesso comincierà a mangiargli il piede, sembra che adesso queste rocce siano li in bilico pronte a cadere. un'altra di quelle cimette che per un motivo o per l'altro riempiono sempre la giornata intiera, e vorrei precisare l'incredibile punto panoramico che è, in mezzo ai giganti e alle loro pareti.

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