Monte Oronaye (Tête de Moïse) : Da Viviere per il colle Feuillas ed il canalone S. Periplo della vetta per il Col di Villadel e d’Enchiausa
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Monte Oronaye (Tête de Moïse) : Da Viviere per il colle Feuillas ed il canalone S. Periplo della vetta per il Col di Villadel e d’Enchiausa
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Licence

General

activities

frequentation: quiet

condition_rating: good

quality: medium

Rating

4.2
D-

heights

elevation_max: 3104 m

elevation_access: 1780 m

height_diff: +1900 m / -1900 m

Access

access_condition: cleared

snow

elevation_up_snow: 1950 m

elevation_down_snow: 1780 m

weather and conditions


Splendido, sole caldo, ma aria relativamente fresca. Assenza di vento anche in quota,cielo terso su tutta la valle; cumuli pomeridiani in lontananza.


Ormai l’innevamento è al limite per rendere il giro remunerativo. In salita abbiamo calzato gli sci a circa 2000 m di quota, in discesa li abbiamo utilizzati sino a circa 2100 m. I pendii sono in molti tratti svalangati, ma fortunatamente i “grumi” sono di dimensioni ridotte e si ammorbidiscono con il soleggiamento rendendoli sciabili senza fatica. La neve nei tratti chiave era ottima, primaverile su fondo duro (canale S di vetta, pendio W verso il col Villadel, pendio N del col Villadel). Crosta, per via dell’orario, in discesa dal colle d’Enchiausa non infida, ma difficile fino a quota 2400, poi nuovamente sciabile.
Il grosso degli scaricamenti di fondo è già avvenuto; dai pendii nei quadranti NW-NE può staccarsi ancora qualcosa di medio-piccolo sopra i 2600 m di quota.

timing

11 ore scarse, compreso soste,per fare ascensione dell'Oronaye e periplo del massiccio.

access_comment

Strada Acceglio-Chialvetta sempre accessibile;oltre dipende dalla stagione,in questo periodo è solitamente possibile arrivare fino a Viviere o poco altre.

hut_comment

Un ottimo punto d'appoggio per dormire e mangiare in Val Maira è l'Agriturismo Chersogno a S.Michele di Prazzo. Pasqualina e famiglia sono molto ospitali e sebbene un po' decentrati geograficamente, il posto è un vero balcone e l'immobile ristrutturato con molta attenzione. Daniele,il figlio, è anche apicultore;oltre a darvi un ottimo miele vi intratterrà con i segreti delle Api a cui si dedica con passione.
Approfittiamo ancora per ringraziare la loro disponibilità a levatacce antelucane.

personal comments

Perché non ho mai visitato la Val Maira prima d’ora è un mistero anche per me, nella testa ribollivano una quantità di informazioni che stimolavano la mia curiosità, eppure mai avevo ritenuto che fosse il momento giusto. Sapere che era l’unica valle Cunese che poteva competere per numero di gite scialpinistiche con la Valle Stura sarebbe già stato un motivo sufficiente (M. Grilli ne censiva 85 nel 1990, B.Rosano 22 anni più tardi ben 50 in più). In Valle Stura sono stato più volte e mi era piaciuta nonostante la definizione di Igor Napoli “Valle di transizione tra i ruvidi graniti della valle Gesso e i pungenti,gialli calcari della Val Maira”. Questa asserzione, però, unita all’elevato numero opportunità scialpinistiche, all’assenza assoluta di impianti sciistici, alla notoria genuinità montana che ha conservato i luoghi (set, tra l’altro, del fortunato film “Il vento fa il suo giro”) avrebbe dovuto catapultarmi lì già da molto tempo. Catapultato sono stato ugualmente, ma da un bollettino meteo che indicava per il week-end l’area Ubaye-Maira-Varaita quasi perfetta sotto il profilo climatico. Si trattava di rispolverare all’ultimo minuto le salite che avevo studiato preventivamente nei periodi di pausa di una vita d’azione e magari plasmarle strada facendo a seconda delle condizioni.
Di getto mi vengono fuori due nomi Oronaye e Aiguille de Chambeyron. Per sabato ci concentriamo sulla prima per il canale S di sinistra disceso forse per la prima volta da Igor Napoli e F.Bausone nel 1982(canale dei 4 nani); nonostante un arrivo notturno in valle la sveglia è per le 4:30. La bellezza dell’itinerario e dell’ambiente in cui si snoda(soprattutto il versante Italiano) supera la mia immaginazione; terminato il percorso sciistico a 3050 m di quota decidiamo sul momento, vista la giornata, di rientrare alla vettura attraverso i colli di Villadel e d’Enchiausa compiendo l’intero entusiasmante periplo del massiccio, quasi 11 ore, a malincuore però rinunciamo alla vetta lungo gli ultimi 60 m di cresta per la quale ci eravamo scarrozzati nello zaino corda, imbraco,qualche cordino e moschettoni, per colpa del solito “Timing”.
L’Oronaye, montagna fasciata da grandi colate detritiche(questo forse il significato del toponimo) o Tete de Moise per i Francesi non ci ha deluso proprio nella stagione in cui forse è in grado di offrire il meglio di sé a chi è dotato di quello straordinario attrezzo che è lo sci.

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