Morgenhorn: Versante N da Griesalp
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Morgenhorn: Versante N da Griesalp
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Licence

General

activities

frequentation: quiet

condition_rating: good

quality: medium

Rating

4.1
AD

heights

elevation_max: 3623 m

elevation_access: 1408 m

height_diff: +2300 m / -2300 m

Access

access_condition: cleared

snow

elevation_up_snow: 1440 m

elevation_down_snow: 1488 m

glacier_rating: easy

participants

Edoardo Satiro, Marino Schiavon, Laura Spinelli, Tony Fumagalli

weather and conditions


Bello, vento debole il mattino e solo in quota, qualche raffica sulla parte bassa del ghiacciaio, assente in vetta. Temperatura gradevole, annuvolamenti estesi a partire dalle 14:30 che non hanno influenzato negativamente la visibilità ed il contrasto.


Il rialzo termico previsto c’è stato, ma l’ora mattutina ci ha permesso di trovare neve dura in salita sull’Hohturli e fin troppo dura sui pendii del versante di Kandersteg. Ghiacciaio del Bluemlisalp ben chiuso con neve farinosa, asciutta e pressata. Sastrugi lievi sul ghiacciaio e non fastidiosi per la sciata. Ghiaccio vivo sulla parte alta dello sperone NW del Morgenhorn aggirabile a destra salendo (possibilità già osservata con il binocolo da Griesalp). Al ritorno nonostante l’ora tarda neve buona sul ghiacciaio; pesante, ma divertente sul resto del percorso sino a Bundstag. Qualche apprensione nell’attraversamento dal rifugio al colletto, con lo strato recente di neve completamente cotto, che per ragioni di sicurezza abbiamo fatto senza mettere le pelli e sfruttando tutti gli espedienti a disposizione per correre meno rischi possibili. Pericolo valanghe, sia spontanee che provocate, comunque moderato sul percorso.

timing

9 ore e 30 min., sola salita compreso soste

personal comments

Nonostante i bollettini sfavorevoli e la “toppata” del giorno precedente alla Butlasse tentiamo il Morgenhorn in giornata. Partiamo al buio e sopra Bundstag perdiamo subito un bel po’ di tempo con una ravanata nel bosco ripido, quando ne usciamo mi accorgo di essere piuttosto a destra di Underi Bundalp, fortunatamente incomincia a far chiaro e quindi con un lungo diagonale ascendente ci riportiamo sul giusto itinerario. Poche sono le vecchie tracce che si perdono definitivamente intorno i 2000 m di quota. Saliamo decisi, giunti al passaggio sulla cresta dell’Hohturli invece di scendere subito sul versante opposto percorriamo la cresta fin sul punto più alto nella speranza di trovare un passaggio più veloce ed agevole per il rifugio, non sappiamo del cavo metallico che permette la calata alla bocchetta sottostante, cavo che comunque non vediamo. Ritorniamo alla quota 2703 salutiamo Laura e Tony che non se la sentono di proseguire e ci caliamo sci in spalla sul versante opposto. Ora siamo completamente soli in un ambiente grandioso che incute un certo timore, decidiamo di non passare dal rifugio e puntiamo direttamente al Bluemlisalp Gletscher. Alcune raffiche di vento ci investono, temiamo il peggio, ma l’entusiasmo ci da la carica per proseguire; conosco bene il posto per aver salito tre anni fa il Bluemlisalphorn. Marino è stanco, ma affascinato dall’ambiente e dall’idea di riuscire in giornata a compiere questa splendida ascensione con gli sci come se fosse una prima di cent’anni fa vista la solitudine che ci accompagna. Saliamo con gli sci ai piedi fin dove ci sembra ragionevole, anche se con un po’ più di “riserva” avremmo potuto portarli in cima. Le condizioni sono buone e soprattutto non c’è un alito di vento, meteo-swiss ha ciccato clamorosamente o una fortuna sfacciata sta superando persino il livello del nostro incrollabile ottimismo. Dalla vetta lo spettacolo è superbo e la gioia immensa, riconosco subito il Nesthorn una cavalcata simile a questa di alcuni anni fa e tante bellissime mete che abbiamo raggiunto spesso insieme e altre che attendono ancora questi due entusiasti scialpinisti incuranti degli anni che passano. Il rientro è senza storia anche se sul traverso che ci riporta sotto il passaggio di cresta dell’Hohturli ci tiene in apprensione per le condizioni critiche in cui viene a trovarsi il pendio dopo le 14. Lo attraversiamo in salita senza ripellare con il fiato sospeso e leggeri come dei ballerini della scala, a circa metà percorso scaliniamo sullo scivolo pulito e sicuro di una valanghetta appena scesa per prendere quota e raggiungere quasi in discesa l’attacco dell’ultima ripida rampetta per la cresta.
Al rientro al Golderli, Berghaus che consigliamo per la disponibilità, la gentilezza, per l’ambiente accogliente e l’ottima cucina( da quest’anno aperto tutto l’anno) la responsabile ci dice, come per ammonire due irriverenti monelli, “too much late for this condition” e noi rispondiamo con un po’ d’ironia “ not to eat”.
Gita grandiosa e completa, sciisticamente notevole per la bellezza e sostenutezza dei pendii; ricca di tutti quegli ingredienti che rendono affascinante lo sci alpinismo, colta al momento giusto con quel pizzico di emozione in più che offre l’ambiente in assenza di tracce ed altri avventori.

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