Albaron di Savoia: Traversata da Averole per il Ghiacciaio di Collerin e discesa per il Glacier Superior de Vallonnette
{{ '2012-04-01' | amDateFormat:"dddd Do MMMM YYYY" }}

Albaron di Savoia: Traversata da Averole per il Ghiacciaio di Collerin e discesa per il Glacier Superior de Vallonnette
{{ '2012-04-01' | amDateFormat:"dddd Do MMMM YYYY" }}

Application mobile

View and save your outputs directly on the field using the Camptocamp mobile application.

Licence

General

activities

frequentation: crowded

condition_rating: excellent

quality: medium

Rating

3.3
AD+

heights

elevation_max: 3637 m

elevation_access: 1737 m

height_diff: +1817 m / -1817 m

Access

hut_status: open_guarded

snow

elevation_up_snow: 1737 m

elevation_down_snow: 1820 m

glacier_rating: easy

participants

Leonardo, Cerino, Scuola Righini, Gianfranco, Manuel, Cedric e tutto il Corso SBA2

weather and conditions


Sereno

timing

1 giorno 11.30 / 2.30 al rifugio
2 giorno 5.45 / 5.30 in cima

hut_comment

Ottima accoglienza

personal comments

Ogni tanto ci sono delle gite “particolari” che restano nella memoria, per emozioni, estetica, fortuna ? oggi è stata di certo una di quelle .
L’unica nota dolente è stato il costo salatissimo del traforo del Frejus (48,4 euro se non sbaglio ?) necessario per andare in fondo alla valle del’Arc dove partono gli itinerari francesi all’Abaron 3637.
L’idea è nata da un ricordo del mio primo SA1 - 1978, quando dopo due notti al Ref des Evettes eravamo rientrati con un giro dell’Albaron, senza andare in vetta, ma passando dal rif Averole. Il ricordo di questa montagna imponente e affascinante mi è tornata alla mente quando il meteo francese, in settimana, è passato al bello stabile ? Ref des Evettes tutto occupato. Unica possibilità rif Averole ed eventuale traversata.
Arrivati alla partenza della gita (parcheggio bessanaise lungo il fondovalle) dopo aver dato uno sguardo ai pendii sud secchi e privi di neve fino oltre i 2700, con Leo decidiamo di portare una macchina qualche km più in là a Bonneval dove partono le gite del versante nord dell’Albaron, per lasciarci aperta anche questa possibilità, ma senza piani precisi.
Salendo i quasi 10 km della lunghissima vallata (2h 30) che porta al ref Averole ci rendiamo conto che la discesa da Gh. du Gran Fond , su versante SW e S, sarebbe un disastro di erba e sassi. Al rifugio, ben coperti per il vento, facciamo una lunga esercitazione di recupero da crepaccio (su neve); che ripeteremo se possibile su crepaccio vero. Ottima cena di un gestore davvero da segnalare per gentilezza, prezzi, disponibilità a farci mangiare alle 5.00, preparando tutto con termos, anche se tutti gli altri (rif pieno!) mangiano alle 6.
Riusciamo a partire verso le 5.40, alzandoci sui pendii dall’orografia complessa che dominano il rifugio. La carta è disegnata malissimo e facciamo fatica a decifrarla e riconoscere sul terreno i ns waypoint da schizzo di rotta ? Il terreno ha una pendenza sostenuta, a tratti veri e propri muri che i ragazzi con ciaspole salgono in modo frontale con invidiabile energia. Noi sciatori ogni tanto dobbiamo mettere gli sci in spalla. I due gruppi di allievi procedono su percorsi diversi , ma , come sempre il gruppo dimostra una omogeneità incredibile. Raggiungiamo il Glacier du Colerin (ormai pochissimo glaciale) verso le 9. Ormai solo due faticosi salti molto ripidi ci separano dal plateau sommitale. Via radio parliamo con Franco e l’SA2 arrivato alla Sella dell’Albaron dal rif Gastaldi –Italia e avviati lungo la cresta . Andando un po’ a istinto identifichiamo dal basso il punto di accesso alle roccette che portano in cima. Come sempre, tutti gli allievi arrivano in vetta! E anche questa è una bella soddisfazione ? Bellissimo incontro sulla cima con te , Franco e tutto l’SA2. Sono le 11 o poco più.
Lunga procedura di discesa in doppia, per tornare agli sci/tavole, con code di francesi che si accavallano. Iniziamo la discesa verso le 13. La via di discesa scelta con il custode dell’Averole è una via poco descritta, ma di sicuro affascinante per ambiente, pendenze continuità (bravo Leo che aveva trovato una relazione su skitour e ne ha chiesto notizia al custode). Dopo essere risaliti qualche metro a sinistra del Col du gran Fond (NW della cima) ci siamo buttati sul ghiacciaio Superieur du Vallonet che diventa sempre più ripido, finendo , per fortuna, appena prima di un canale ancora più ripido che si scava un passaggio nella parete di roccia con tratti a 40° e più, sboccando su un grande conoide che scende fino a quota 2200 ? il tutto con neve ancora morbida per quasi tutto il percorso. Siamo tutti increduli di tanta bellezza (aspettiamo le foto di Leo). Dal termine del pendio un half pipe nel fondo di un torrente ci ha portato fino alle piste di sci per un po’ di relax negli ultimi 300 mt di neve ormai estiva ? Alla fine della pista, Bonneval e ... la macchina lasciata il giorno prima. (scritto da Gianfranco)

Comments

No thread yet?

Log in to post the first comment

No thread yet?

Log in to post the first comment

{{::post['created_at'] | amUtc | amLocal | amTimeAgo}}
  • en
  • es
  • fr
  • eu
  • ca
  • de