Piz Curvér: Da Zillis
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Licence

General

activities

frequentation: quiet

condition_rating: good

quality: medium

Rating

3.1
PD+

heights

elevation_max: 2972 m

elevation_access: 1024 m

height_diff: +1950 m / -1950 m

Access

access_condition: cleared

snow

elevation_up_snow: 1024 m

elevation_down_snow: 1024 m

participants

Edoardo Satiro, Marino Schiavon, Laura Spinelli, Toni Fumagalli, Giuseppe.

weather and conditions


tempo bello e caldo, un’arietta impercettibile non faceva surriscaldare il motore in salita. Le nuvole in arrivo da Ovest nel pomeriggio hanno appena sfiorato la zona. Alle 8 del mattino -1° alla partenza.


Innevamento quantitativamente discreto già da Reischen, partenza con sci ai piedi (in discesa alcuni brevi tratti nel finale un po’ al limite). Rigelo quasi inesistente sino a Plan Tischatscha. Neve leggera, nonostante la forte escursione dei flussi di temperatura degli ultimi 15 giorni, da Plans sino all’inizio pendii terminali su cui qualche leggera crosta da vento si alternava alla neve simile, per qualità, a quella del tratto precedente. Nel tratto tra l’A. Taspegn e Plan Tischatscha neve più pesante, ma grazie ai pendii intonsi e alla gran quantità, sempre ben sciabile. Pericolo valanghe da moderato a debole sul percorso; i pendii più soleggiati avevano in parte già scaricato.

timing

Partenza ore 8. Tempo 6 ore, compreso soste, per la sola salita

personal comments

Gita poco conosciuta da questo versante ed anche pochissimo frequentata, ma ritengo che anche da Martegnas e da Salouf non siano molti a cimentarsi nella salita ed è un peccato perché la cima isolatissima offre un panorama superbo. Tutti corrono sulle classiche, ma credo che solo su questi itinerari si riesca ancora a respirare l’essenza dello sci alpinismo. Il Vallone superiore, serrato tra le cime del Piz Curver Pingt da Taspegn, la P. Neaza ed il Piz Curver, sospeso e aperto verso N sulla valle del Reno di Dentro, ha il tipico fascino selvaggio dei luoghi lontani ed inaccessibili. E’ un itinerario fisico, per chi ama i luoghi lontani dalla folla, tutto da pistare e con tutte le incertezze che questo genere di salite dispensa. Ho atteso a lungo prima di cogliere questa gita sperando nelle condizioni perfette su tutto l’itinerario, molto rare su un percorso di questo genere. Quando alcuni anni fa vidi la relazione di Fabrizio pensai “ora l’incantesimo è rotto e orde di sci alpinisti si lanceranno sull’itinerario”, così non è stato ed il Curver continua ad essere uno splendido Cristallo Alpino che sfavilla anche se lontano dalla ribalta e dai riflettori della notorietà.
Una piccola parentesi voglio aprire sui curiosi abitanti di Zillis, alle 7:30 primo incontro con un tipo che cerca di dissuaderci da fare gite con gli sci in loco, non riesco a comprendere perfettamente i motivi, parla di animali selvatici che non devono essere disturbati, forse di zona di “rispetto”(che a me non risultava esserci),quando ha capito che non lo prendevamo sul serio se ne va dicendoci che telefonerà alla polizia??! In salita incontriamo un altro che spacca legna, al ritorno dopo 9 ore è ancora lì, gentile, con una montagna di legna tagliata, ma una parlata ed uno sguardo simile al personaggio di “un tranquillo we di paura”. Giunti in paese ci fermiamo al Gasthaus “Alt Post” per una birra, siamo in cinque, uno di noi non ordina nulla perché indisposto, la gestrice tra l’arrogante ed il beffardo replica: “nel ristorante non si può star seduti senza ordinare”, a suo dire deve andar fuori, magari nella sala d’aspetto della fermata del bus, mentre gli altri consumano. Questa è la prima volta che la sento, eppure in qualche bar, di varie categorie, in molti posti del mondo sono entrato. All’inizio pensavo scherzasse, poi ho dovuto ricredermi, anche nell’ospitalissima confederazione, che molto ha da insegnare sull’accoglienza dell’ospite al resto del mondo, qualcuno scivola sulla classica buccia di banana. Poi ripensandoci ci siamo detti, ma che sia un fattore genetico della popolazione di Zillis?

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