Nadelhorn: Cresta NE, via normale dalla Mischabel hutte
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Licence

General

activities

frequentation: crowded

condition_rating: good

quality: medium

Rating

PD     II 

heights

elevation_max: 4327 m

elevation_access: 1790 m

height_diff: +2600 m / -2600 m

Access

access_condition: cleared

lift_status: open

hut_status: open_guarded

snow

glacier_rating: easy

participants

Leonardo, Franco Pecchio, Astrid Cotterli, rugge, Fabio Scaravilli, Andrea Padovani, Cedric Ogereau, Andrea Schenone, Maurizio Casiraghi, Claudio Fedrizzi

weather and conditions


sabato notte temporale particolarmente intenso che lascia 5 cm di neve pallottolare al rifugio ed un po' di verglas (che scompare dopo un paio d'ore di sole). Vento teso, forte da NW dal ghiacciaio fino in vetta, per fortuna non a raffiche. Buon rigelo notturno già a 3300m (capanna).


Buone condizioni, un po' di verglas sul sentiero dietro al rifugio, neve pallottolare sul ghiacciaio. Cresta per metà in ghiaccio ma con buona traccia. Rocce finali con verglas e canalino ghiacciato. Ben assicurabile, alcune cordate hanno messo 3 corde fisse (gita sociale CAI Bassano). Il vento non permetteva pause ma senza raffiche non faceva perdere l'equilibrio. In discesa ho assicurato a spalla dietro un paio di spuntoni negli unici due passaggi un po' più delicati.

timing

sveglia alle 3, partenza alle 4.25 (che lentezza), vetta alle 9. al rifugio di nuovo alle 12, al parcheggio alle 17 tutti tranne due arrivati alle 19.20

access_comment

25 CHF di parcheggio a Saas Fee: forse conviene arrivare in postale...

hut_comment

mezza pensione a 58CHF e mezzo litro di birra a 7 CHF.
Cabinovia a 27CHF l'AR, attenzione ultima corsa ore 16.45 e pausa pranzo dalle 12.15 alle 13.30; una gratuità ogni 10 persone.

personal comments

Gita promessa agli allievi SA2 di quest'anno. Alla fine ci ritroviamo in 10 dopo alcune defezioni. Salita alla capanna senza problemi, cabinovia e 1000m con la metà su sentiero attrezzato (un po' palloso e potenzialmente pericoloso). Cena alle 17.30 (primo turno), rifugista burbero ma alla fine corretto. Sveglia alle 3.10 e tra una balla e l'altra non siamo tutti pronti prima delle 4.25 (c'è chi deve andare in bagno dopo aver messo l'imbrago, chi deve regolare i ramponi, chi si mette la crema da sole sul petto). Salita al buio con roccette ghiacciate, senza i ramponi bisogna fare un po' di attenzione. Sul ghiacciaio primi contrattempi: Ruggero continua a perdere i ramponi, Cedric anche, scambio di ramponi in corsa per loro. Ruggero e Andrea posano i guanti sulla neve ed il vento glielo porta via... Leo riesce a recuperarli sfidando il dedalo di insidiosi crepacci. Fa più freddo del previsto, abbiamo addosso tutto e avanziamo con giaccavento e cappuccio. Al windjoch tira un vento teso e forte ma la cresta è in condizioni, si avanza su una buona traccia. A mano a mano che si avanza diventa meno banale, traccia più stretta, pendio più ripido, traccia più ghiacciata. Cordate meno motivate che tornano indietro... Arriviamo a 60 metri dalla vetta dove cominciano le roccette finali: Astrid che aveva la cordata più veloce, sta già scendendo. Leo ed i suoi tirati da un motivatissimo Cedric si apprestano a salire l'ultimo tratto (facile ma per nulla banale con verglas, vento e affollamento). Andrea ed io pregustiamo la salita e la vetta quando... a Ruggero scatta l'embolo del PANICO! niente, ingestibile, vuole scendere, non ascolta più nulla e capisce ancora meno. Andrea si attacca alla cordata di Leo ed io mi porto già l'impanicato che al colle sorride come una pasqua... Vabbè niente vetta per me ma buon successo per il resto del gruppo, tutti contenti e gasati dal 4000 meno banale del previsto.
La giornata però non è ancora conclusa, scendiamo fino alla capanna e Claudio arriva con 45 minuti di ritardo causa ginocchio dolorante (ferite di guerra?). Scendiamo alla cabiovia ma Claudio non ce la fa a tenere il nostro ritmo in discesa e rimane indietro. Mosso da compassione e ritenendomi un po' responsabile consegno lo zaino a chi scende comodo e gli vado incontro. Lo trovo alle 17.30 che zoppica lentamente sul sentiero, gli prendo lo zaino e tornante dopo tornante arriviamo a Saas Fee alle 19.20. Io un po' stufo dopo 2800m di discesa (chissà il ginocchio di Claudio).
Cena a Saas Grund, e ripulito totalmente il portafoglio, rientro a Milano alle 01.00; per fortuna non si muore di caldo.
In definitiva è un bel 4000, meno banale del previsto già dal sentiero attrezzato per raggiungere la capanna che richiede di non perdere l'attenzione (l'anno scorso è morto un amico che ha banalmente inciampato). Panorama su Weissmies, Laggihorn e Fletschorn e sugli altri 4000 vallesani, bella l'alba sulla pianura padana le cui luci si vedono in lontananza. Sarà bello arrivare in vetta in primavera e scendere con gli sci, è una gita sci alpinistica completa da proporre prossimamente.

Foto su Flickr
Video su Youtube

Foto di Maurizio su Picasa
PS
dimenticavo una "fan" piemontese mi riconosce al rifugio, ma né chiede l'autografo né si strappa i vestiti :-D

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