Antelao: Via Normale
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Licence

General

activities

frequentation: some

condition_rating: good

quality: medium

Rating

4.1
D-

heights

elevation_max: 3264 m

elevation_access: 1600 m

height_diff: +1650 m / -1650 m

Access

lift_status: closed

hut_status: closed_hut

snow

elevation_up_snow: 1600 m

elevation_down_snow: 1600 m

weather and conditions


Clima ideale, ben soleggiato, ma non eccessivamente caldo nelle prime ore del mattino. Dalle 11 arrivo di cumuli. Alle 15 sole che si è alternato a qualche goccia di pioggia in valle.


Innevamento quantitativamente ancora ottimo, grazie ad un fondo di slavina si portano gli sci solo 10-15 minuti. Il tratto sino alla forcella piccola è sciabile più proficuamente quando si ammorbidisce un po’ la superficie che si presenta molto irregolare e cosparsa di sassi e detriti. Il tratto delle “Laste” è buono, ma non trasformato; dal canalino alla forcella piccola “firn” primaverile a condizione di scendere all’ora giusta.
Ritengo che le attuali condizioni, se non accade uno sconvolgimento climatico, permettano di percorrere l’itinerario ancora per un bel po’.

timing

Partenza ore 6 dal rif scotter.
5 ore di sola salita sin oltre il bivacco Cosi compreso soste.

personal comments

Anche il giorno dell’Antelao è arrivato, faceva parte dei nostri progetti Dolomitici da lungo tempo. Devo dire che se lo annoveriamo tra gli itinerari classici sicuramente per difficoltà occupa i vertici della classifica; potremmo definirlo il punto di confine tra “ripido” e “classico”. Dal punto di vista della bellezza, pur essendo sempre molto difficile fare paragoni, sciare sul pendio delle “Laste” regala un’emozione, anche psicologica, indimenticabile; una sensazione che raramente ho provato su altre cime dolomitiche.
E’ la montagna come la disegni da bambino, una piramide possente interamente di dolomia che in passato non è stata esente da frane grandiose come quella del 1814 che distrusse Marceania e Taule causando la morte di almeno 270 persone. Il susseguirsi più o meno periodicamente di crolli fece nascere la leggenda del vulcano.
Giusto per soddisfare i più curiosi ricordo che la prima salita venne accreditata al solito Grohmann il 18 settembre del 1863, anche se pare fu anticipato da un cacciatore di camosci di nome Ossi presente anche durante l’ascensione del Grohmann stesso.
Un leggero sapore amaro mi è rimasto per non aver toccato la cima, quando incerto per l’ora che incominciava ad essere tarda ho convinto a tornare indietro Marino (lanciatissimo) da circa metà della crestina finale. Un buon motivo per ritornare, magari traversando per il canalone Menini.

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