Tofana di Rozes : Dal Rifugio Dibona
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General

activities

frequentation: some

condition_rating: excellent

quality: medium

Rating

4.1
AD

heights

elevation_access: 1780 m

height_diff: +1450 m / -1450 m

Access

access_condition: snowy

lift_status: closed

hut_status: closed_hut

snow

elevation_up_snow: 1780 m

elevation_down_snow: 1780 m

participants

Edoardo Satiro, Marino Schiavon, Laura Spinelli, Toni Fumagalli ed Io.

weather and conditions


Buono anche se le prime avvisaglie dell’arrivo di una perturbazione erano già evidenti al mattino presto. Presenza di turbolenze in quota con il veloce succedersi di banchi nuvolosi che avvolgevano talvolta le pareti delle montagne si succedevano ad amplissimi intervalli di sole. Vento di intensità moderata era presente con discontinuità oltre i 2500m di quota. Temperatura piuttosto alta, 4°C alle 6:30 a 1700m di quota.


Ottime, itinerario perfettamente innevato, con neve dura causa i numerosi passaggi sulla cresta NO sotto la vetta; farina sulla parete N quasi sino al rif. Cantore, poi primaverile leggermente marcetta in superficie fin 100m sopra il rif. Dibona.
Pericolo valanghe moderato/debole. Manto nevoso presente, per poter essere sciato, sin quasi la quota di 1800m.

timing

Ore 3 e 45 minuti di sola salita compreso soste. Partiti dalla vettura alle 6:30.

access_comment

Da Milano, una delle varie possibilità è, prendere autostrada per Bolzano uscire ad Ora. Quindi seguire per Canazei fare il Passo Pordoi e scendere ad Arabba. Da qui salire al Falzarego e scendere verso Cortina per pochi km fino ad incontrare il bivio per il rif. Dibona.

personal comments

La Tofana di Rozes è stata ed è una dei traguardi molti sciatori-alpinisti; pur conservando inalterata la sua bellezza “architettonica”, pur stupendo ancora i non addetti ai lavori quando sentono che c’è chi ne visita la cima con gli sci ai piedi, ha però sicuramente perso quell’alone di mistero e di religioso rispetto che la riservava soltanto ad una “pattuglia” di funamboli dello sci-alpinismo. L’evoluzione tecnica e un allenamento più spinto di un sempre maggior numero di sciatori-alpinisti ha fatto si che anche Lei venga presa d’assalto da un numero sempre più grande di frequentatori della montagna invernale. Chissà se P. Grohmann che per primo ne calcò la vetta quasi 150 anni fa si immaginava una simile evoluzione.
Noi siamo stati fortunati; avendola trovata in ottime condizioni di innevamento, per quantità e qualità, siamo riusciti ad arrivare in vetta con gli sci ai piedi e a scendere lungo il versante N in una bella farina nonostante i numerosi passaggi dei giorni precedenti avessero arato buona parte dei pendii.
Non possiamo che dedicare questa splendida gita alla Bocia che sicuramente avrebbe fatto parte del gruppo vista la particolare attrazione che la Tofana ha sempre esercitato su di Lei.
Per chi volesse rivivere il fascino dell’inquietudine in questi luoghi rimangono disponibili la Tofana di Mezzo e di Dentro con i loro ripidissimi pendii nevosi che si articolano su straordinari salti di roccia, una bella prova per chi vuole collaudare il proprio orientamento ed intuito, chissà magari il prossimo anno.

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