Marmolada Punta Rocca : dal lago di Fedaia
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Licence

General

activities

frequentation: some

condition_rating: average

quality: medium

Rating

2.1
F

heights

elevation_access: 2054 m

height_diff: +1250 m / -1250 m

Access

access_condition: cleared

lift_status: closed

hut_status: open_guarded

snow

elevation_up_snow: 2054 m

elevation_down_snow: 2054 m

glacier_rating: easy

participants

Edoardo Satiro, Marino Schiavon, Laura Spinelli,Bori & Bocia ed Io.

weather and conditions


Bello con passaggi nuvolosi più importanti intorno le 14, non particolarmente freddo vista la stagione e l’altitudine, ma vento per lo più continuo anche se di intensità sopportabile se paragonato alle violentissime raffiche di sabato 01/03.Visibilità ottima.


Innevamento discreto sotto il profilo quantitativo; qualitativamente, invece, non eccezionale in questo momento. Il vento ha creato una notevole quantità di sastrughi sui pendii sopra la capanna del Ghiacciaio che non permettono una sciata sciolta, alcuni tratti più riparati sotto Pian dei Fiacconi presentano invece neve leggera accumulata dal vento su uno strato di fondo non sempre portante;è possibile in alternativa sfruttare alcuni tratti di pista.
Pericolo valanghe debole allo stato attuale.

timing

Tempo impiegato di sola salita compreso soste ore2 e 25 minuti.

access_comment

Da Milano autostrada per Bolzano, uscire ad Ora e poi lungo la val di Fassa fino a Canazei,Alba e lago Fedaia.

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Dopo la bastonata climatica di sabato che ha ridimensionato i nostri agguerriti progetti sugli splendidi canali Dolomitici, abbiamo dovuto rivedere anche le ambizioni per domenica. L’incertezza del tempo, per l’eventuale strascico dell’uragano “Emma” che ha lambito marginalmente anche i gruppi Dolomitici (impianti chiusi sui collegamenti del SellaRonda), ci ha convinto a provare qualcosa di più potabile. Non potevamo comunque rinunciare del tutto poichè avevamo a che fare anche con l’uragano “Laura” (al secolo Spinelli) che ci “soffiava sul collo”.
La Marmolada ci è sembrata un buon compromesso vista la completa chiusura degli impianti, certo non si respira quel senso di isolamento e di avventura che costituiscono parte dell’essenza dello scialpinismo, ma piuttosto che niente meglio il piuttosto.
L’innevamento in dolomiti (valle di Longiarù, val Badia, val Gardena, val di Fassa) è piuttosto deludente, per chi volesse fare qualche canale bisogna porre attenzione nella scelta. Per esempio non mi è sembrata i condizioni la parte alta della val Culea, l’uscita della Setus era fattibile, ma con molti più sassi a vista di quando l’ho percorsa l’ultima volta. La classicissima Mesdì è fattibile (l’abbiamo percorsa sabato risalendola tutta), ma presenta il tratto sotto l’uscita del canalino pieno di sassi; l’accesso al canalone del Sassongher mi è sembrato privo di pericoli con pochissima neve (sci in spalla), la val Lasties ha un innevamento insufficiente nella parte bassa. Tutto il versante sud del Sas Ciampac e del col Toronn è praticamente privo di neve il che pregiudica un po’ la possibile percorrenza del val Chedul e degli itinerari a contorno.
Anche le Dolomiti hanno bisogno di un’abbondante nevicata che ricrei le condizioni ideali per qualche bel gitone.
Il nostro team femminile si conferma “tosto e veloce”, 2 ore e 20 minuti per percorrere 1200m di dislivello in condizioni climatiche non certo favorevoli..

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