Cima di Larsec : Traversata del Catinaccio - da Pozza a Campitello
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Cima di Larsec : Traversata del Catinaccio - da Pozza a Campitello
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General

activities

frequentation: some

condition_rating: average

quality: fine

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Rating

3.2
PD+

heights

elevation min/max : 1446 m / 2889 m

height_diff: +1200 m / -1513 m

length_total: 22.0 km

Access

lift_status: open

snow

snow_quantity: awful

snow_quality: average

participants

participant_count: 3

andreamilano, Elke, Augusto ed il cane Alù

weather and conditions


Giornata spaziale, anche se tutto questo sole non fa bene al pianeta.


Premetto che attualmente sul Catinaccio, dire che la neve è poca è già di per se un eufemismo. In Val Vajolet sembra di essere a giugno.

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Rifugio Gardeccia aperto

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Parto da Pozza prendendo i primi due tronconi della seggiovia. Da qui seguo il "sentiero delle Leggende" innevato in quanto in ombra fino al rfi. Gardeccia dove mi ricongiungo con due amici col cane.

Saliamo seguendo il sentiero estivo ancora innevato al minimo indispensabile. Dopo il rif. Preuss l'innevamento diventa più continuo. Evitiamo il passo Principe e ci dirigiamo verso il passo d'Antermoia dove è già presente una traccia durissima. Rampanti molto utili nei traversi. Così in 2 ore e mezza arriviamo al passo.

Saliamo sempre coi rampanti sulla vicina Cima Larsec, scoplita dal vento ma per fortuna ancora bianca. Si arriva in cima sci ai piedi.

In discesa la sciata è divertente su neve sempre compatta. Fare molta attenzione alle numerose punte di roccia affioranti che potrebbero distruggere una lamina come niente.

Così scendiamo verso il lago d'Antermoia. Sul lago la neve è così dura che si scivola benissimo senza spingere. Dopo il rifugio Antermoia, ripelliamo per salire al passo di Dona. Si può anche scalinare volendo. Sul lato opposto la situazione è alquanto precaria. Sono più sassi che neve, ma riusciamo a scendere comunque senza spaccare nulla.

Il passo delle Ciaregole è ormai senza neve e lo passiamo a piedi sul sentiero estivo fino a prendere le prime lingue sciabili. Da qui in giù i pendii si ammorbidiscono. Raggiunto il fondovalle bisogna stare attenti a superare il torrente che ormai è quasi tutto scoperto. Poi su stradina innevata e cotta percorriamo tutta la Val Duron fino a Campitello dove abbiamo lasciato le macchine. Bisogna spingere parecchio fino al rif. Micheluzzi, poi si scivola meglio.

Se non nevica, fra qualche giorno l'itinerario potrà essere percorso a piedi, portandosi i ramponi.
Tuttavia lo scarso innevamento è stato ampiamente ripagato dalla bellezza del gruppo montuoso in cui non ero mai stato..

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