Dôme du Goûter: Dalla Val Veny: Ref.Durier >> Cresta S >> Piton des Italiens >> Dôme du Goûter >> Aiguilles Grises

  • Activities:
    alpine snow, ice, mixed climbing
  • Min / max altitude:
    3367m / 4304m
  • Elevation gain / loss:
    +1100m
  • Altitude where difficulties start:
    3367m
  • Difficulties lenght:
    1100m
  • Configuration:
    crest, ridge
  • Route type:
    traverse
  • Duration:
    2 days
  • Slope:
    40°
  • Global rating:
    AD
  • Commitment grade:
    IV
  • Quality of in-place protection:
    P3 (some bolts)
Summits, passes, lakes and cliffs:
Huts, usual bivis and valley accomodation:
Access points:
La Gruvaz  1150m - bus r
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Salita :
Si descrive l'itinerario Aig.Bionassay-Dôme du Goûter indicando la prima come cima anche se la più bassa, per l'interesse della via di accesso e per la classicità del giro che permette una volta sul Dôme du Goûter di scegliere se proesguire al Mont Blanc per l'Arete des Bosses e decidere la via di discesa più adeguata in funzione delle condizioni e del versante scelto in salita: Via Normale dalla Francia Ref. du Goûter, Traversata al Cosmiques per i Trois Mont Blanc o discesa in Italia per il Rifugio Gonella.

[B]Avvicinamento:[/B]
Da Coumayeur si imbocca la strada per la Val Veny che supera dopo alcuni tornanti il santuario Notre-Dame de la Guérison e giunge in località La Visaille a 1670m, dove una recente sbarra (a causa di una frana) impedisce il transito senza permesso fino al Lago Combal. Qui si arriva quindi per la strada asfaltata a mezzacosta (lato sinistro orografico), dopo aver superato due tornanti tramite una scorciatoia. Giunti ad un ponte si piega a destra (indicazioni rifugio Gonella) per una strada sterrata che porta al ristoro Combal. Da qui un comodo sentiero sale (bolli giallastri) sulla morena destra (orografica) del ghiacciaio del Miage. Se ne percorre il filo molto aereo fino ad incontrare la costiera di Tre-La-Tete e si scende a destra sulla superficie detritica del ghiacciaio del Miage. Si rimane al centro del ghiacciaio coperto da detriti e grossi massi seguendo i molti ometti e qualche segnavia. Ad un certo punto, si vede sulla destra la colata che scende dal ghiacciaio del Monte Bianco seguita da quella del ghiacciaio del Dome che si immettono entrambe nel ghiacciaio del Miage. Dopo la colata del Dome, si intravede su uno sperone sul lato destro a 3000m circa il rifugio Gonella (di colore giallo). Poco dopo si intravede la traccia che taglia il versante a mezzacosta. Si ignorano gli ometti che voltano a destra e si rimane al centro del ghiacciaio del Miage. Ad un certo punto conviene legarsi e mettersi i ramponi, poiché finisce la parte detritica e si presentano dei grossi crepacci. Dal lato NE giunge la colata di ghiaccio tormentato che viene dal Col de Bionassay, contenuta dalla cresta S dell’Aiguille de Bionassay e dalla cresta des Aiguilles Grises.
Si deve puntare al ghiacciaio del Miage superiore che si trova di fronte a noi sopra una barriera rocciosa e conduce poi ripidamente al Colle del Miage. Tuttavia, il superamento di tale barriera e di tale ghiacciaio (soprattutto sul suo lato sinistro) risulta altamente pericoloso d’estate per le continue scariche di rocce degli ultimi anni ascrivibili ad un continuo surriscaldamento globale.
Si può in alternativa giungere sulla quota 3390 posta a S del Colle del Miage verso il Dome des Miages. Questo itinerario, se compiuto in condizioni estive, con il versante secco, risulta decisamente esente da pericoli di scariche.
Si supera nel miglior punto la grossa crepaccia terminale e si segue un canale (generalmente nevoso) che conduce fino a quota 2900 m circa, costeggiando lo sperone che arriva più in basso sul Miage sul suo lato sinistro. Nel suo punto più comodo, dopo un evidente terrazzo sfasciumoso sulla sinistra, si attaccano le rocce in salita diagonale verso destra, puntando ad un evidente colletto preceduto da un canale di roccia marcia. Dal bocchetto si ha accesso al ghiacciaio superiore ed è necessario valutare le condizioni di pericolosità per il suo attraversamento. Se ciò non fosse possbile, si continua a rimontare il pendio di gradoni rocciosi e sfasciumi, incontrando passaggi di I grado. Si giunge ad un altro possibile accesso (cengia nevosa) al ghiacciaio e si piega leggermente a sinistra entrando in un canale-imbuto fatto di detriti instabili. Lo si risale con attenzione per le rocce mobili e e se ne esce a destra per superare una crestina e una calotta nevosa che portano alla quota 3390. Di qui, per cresta rocciosa e di neve con blocchi da oltrepassare s giunge agevolmente al Rifugio Durier, su un terrazzamento a picco sulla Val di Bionassay (ove sale il sentiero normale dalla Francia).

[B]Salita:[/B]
Dal rifugio si rimonta verso S un pendio di sfasciumi per 30 metri e si piega a destra su una cengia un po’ esposta seguendo i numerosi ometti. Si prosegue quindi (su sfasciumi e tracce di sentiero o neve) seguendo sempre i frequenti ometti, fino alla sommità della prima spalla (3500m circa). Di qui, superato un tratto roccioso, si rimonta ancor un pendio di neve e una cresta e da ultimo con un risalto roccioso (II) si giunge alla sommità del secondo risalto (3700m circa). Di qui una affilata cresta conduce alla base del tratto roccioso chiave della salita. Si attacca 20 metri a destra del flo, per una fessura atletica ma ben appigliata e con lame (III+). Al suo termine (15m) si comincia a piegare in salita gradatamente a destra andandosi ad infilare in una specie di canale sormontato da caratteristici pinnacoli sul lato W. Alla fine del camino, si può piegare a sinistra sul versante W e sul filo e per passi non difficili, ma su roccia meno bella si arriva ad un terrazzino e poi per altri metri su roccia, piuttosto piatti, si giunge di fronte al pendio nevoso che conduce in fretta sulla vetta. Pendenza finale= 50°.
Si segue la cresta verso E affilata ed esposta sul versante N. Si supera la caratteristica “Meringa” nevosa creata dalla continua azione eolica ed dopo una fascia rocciosa si giunge al Col de Bionassay, 3800m circa. Di lì, sempre su cresta prima più affilata, si rimonta al PITONS DES ITALIENS, 4003m, con un ultimo tratto sfasciumoso di rocce scoperte. Si supera un colletto e si ricomincia a salire alla quota 4200 con tratti ripidi e anche ghiacciati. Dalla quota si rsegue erdendo 30 metri e rimontando infne l’ultimo ripido pendio (crepaccia terminale ben grossa) che conduce alla piatta calotta sommitale del DOME DU GOUTER, 4308m!!!

Discesa :
Dalla pianoro sommitale del Goûter se si decide di tornare in Italia, si ripercorre la cresta a ritroso fino al Pitons des Italiens e si piega a sinistra (S) seguendo la cresta prima di sfasciumi, poi nevosa fino al primo colle prima delle Aiguille Grises. Ci si cala per una barriera rocciosa liscia (eventuale doppia di 15m) sul ghiacciaio del Dome. Tenendosi a debita distanza, considerando anche l'orario di discesa, dalle pareti di roccia instabile del Piton si perde quota tra il labirinto di crepacci e seracchi. Attenzione alla solidità dei ponti su crepacci gignateschi e in caso di mancanza di visibilità e senza traccia. Verso quota 3100 cominciare a spostarsi decisamente a destra (dopo aver attraversato una specie di canale con un conoide di sassi che arriva fin sul ghiacciaio). Puntare ad un pianoro che permette di accedere, prima che la pendenza riaumenti, ad una zona detritica esaterna al ghiacciaio. Qui si trovano bolli e ometti che conducono in piana al Rifugio Gonella. Dal rifugio seguire gli evidenti bolli gialli che tramite un sentiero ripido e scosceso, con l'aiuto di catene metalliche e scale a pioli, conduce a circa quota 2600 sul ghiacciaio del Miage, quando questo comincia a ricoprirsi di detrito. Seguendo l'itinerario del giorno precedente si torna a La Visaille.

Remarks:

Esposizione S per il Col du Miage: effettuare la salita presto la mattina.

Gita di 2 giorni molto lunga per lo sviluppo (ghiacciaio del Miage molto piatto). Il dislivello invece è ben calibrato. L'arrivo in vetta al Bianco risulta di notevole impegno dal gouter per sviluppo e dislivello.

Ghiacciaio prima coperto di detrito, poi ben crepacciato. Il pendio roccioso e glaciale che porta al Col du Miage è a rischio scariche. La rampa di 400 metri a sinistra è inizialmente di rocce stabili e gradoni, poi sfasciumi incoerenti. Creste affilate sulla S della Bionassay e da lì al Gouter. 100 metri di risalto roccioso sulla cresta S con roccia instabile, ma ben arrampicabile. Ghiacciaio del Dome molto crepacciato.

Accesso :
Aosta - Morgex - Courmayeur. Da Coumayeur si imbocca la strada per la Val Veny che supera dopo alcuni tornanti la chiesa di Notre-Dame e giunge in località La Visaille a 1670m, dove una recente sbarra (a causa di una frana) impedisce il transito senza permesso fino al Lago Combal.



Alloggio :
Refuge Durier al Col du Miage, 3367m. Il rifugio, gestito egregiamente, da Olivier ospita fino a 20 alpinisti e obbliga, per le sue ridotte dimensioni a pasti con turni. Ci sono coperte e pannelli solari. L'accesso più consueto avviene dalla Francia. Dall'Italia è molto intuitivo.

Gear:

Corda da 50m (noi in 3 ne avevamo due da 30: usata solo una in conserva), casco, set friend e nut, cordini, NDT.

External resources:

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