- Document type:route
- Activities:
- Main facing:E
- Height diff up:2304m
- Height diff down:2304m
- Route type:return same way
- Duration:2 days
- Export: GPX KML JSON
- Slope:45
- Difficulties lenght:627m
- Configuration:edge, mountain route or glacier
- Global ratingPD
- Commitment grade:III
- Fixed anchor:partially bolted
- Glacier route:yes
Primo giorno:
Poco prima dell'abitato di Glacier (1549m) si prende sulla sinistra il sentiero n°3 (cartelli segnavia) per il bivacco Savoie seguendo l'ampia mulattiera che porta all'alpeggio di Pont (1690 m). Si passa sotto un caratteristico arco (indicazioni per By) e si prende il comodo sentiero che sale dapprima nel bosco e poi zigzagando tra ripidi prati giungendo ad un bivio. Si lasciano a destra i sentieri n°4 e n°5 e si imbocca sulla sinistra il sentiero n°3 (indicazioni per il bivacco Savoie) che in breve porta nella conca di By e al laghetto artificiale (2009m; 1:00h). Ci si dirige verso la diga e si imbocca alla sua sinistra un sentiero che scende ad un ponticello e permette di superare lo sbarramento artificiale. Una risalita permette di giungere alla strada sterrata, proprio in prossimità dell'incrocio con il ripido sterrato che porta alle baite di Porchere (2094m) prima e all'Alpe Tsa di Porchere (2280m) dopo. Da qui il sentiero sale perdendosi tra i ripidi prati (indicazioni su massi) sbucando su un largo costone. Si segue il marcato sentiero che risale il costone fino a giungere al Bivacco Rosazza al Savoie (2651m; 3:00h).
Secondo giorno:
Dal bivacco si prende il sentiero verso sinistra (Nord-Ovest) che permette di entrare nel vallone che scende dal Col de Valsorey. Il sentiero prosegue quasi pianeggiante sulla sinistra idrografica (buona traccia, ometti) fino ad incrociare il torrente. Oltrepassatolo, si seguono gli ometti (ora più radi) tra grossi massi e blocchi rocciosi che portano gradualmente sul versante opposto. Appena la pendenza aumenta il sentiero si fa più marcato (ometti) e sale su ghiaietto instabile fino al Col de Valsorey (3107m; 1:00h).
Dal colle si prosegue sulla sinistra (Sud-Ovest) sulla cresta seguendo gli ometti e le tracce di sentiero che portano al Mont Cordine (3323m). Dalla cima si segue la cresta e poi si scende su terreno infido sul versante svizzero fino a prendere la corda fissa che deposita al Col des Chamois (3314m; 2:00h). Si risale la cresta che per tracce e passaggi di II su solide placche e fessure (1 vecchio chiodo con cordino) porta al Doigt du Velan. Si percorre il filo di cresta fino a raggiungere le rocce (II°) che portano in vetta al Mont Capucin (3395m). Si scende poi verso il Col du Capucin (3376m) e si raggiunge sempre per cresta, ora abbastanza orizzontale e lambendo la parte superiore del ghiacciaio di Valsorey, la Tete d'Ariondet. Da qui si prende il ghiacciaio di Valsorey, lasciandosi sulla sinistra i Dents du Velan e risalendo un ripido pendio (45°max) che in breve porta alla cupola terminale del Mont Velan (3708m; 4 ore).
Se le condizioni del ghiacciaio lo permettono, è possibile abbandonare la cresta e raggiungere la via normale svizzera sia in prossimità del Col des Chamois, sia in prossimità del Col du Capucin.
Discesa:
Per l'itinerario di salita.
Bell'itinerario di cresta, mai difficile, con finale su ghiacciaio.
La vetta del Velan è un ottimo punto panoramico, soprattutto sul vicino Grand Combin.
Corda, ramponi, piccozza, materiale da ghiacciaio, eventualmente cordini per la cresta.
Rivista MeridianiMontagne N°33 "Grand Combin"
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Mont Vélan : via normale italiana -
- 3 August 2008 -
- Davide Ghisleni
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