periodo estivo
Il rifugio Cristina è situato all'Alpe Prabello, sulla via più breve per il Pizzo Scalino, tra verdi pascoli, flora spontanea e una magnifica corona di monti. Per raggiungerlo dobbiamo dapprima salire da Sondrio con la statale della Val Malenco, passare per Lanzada e Campo Franscia e proseguire con una strada recentemente asfaltata che in quattro chilometri di ripidi tornanti conduce a Campo Moro (m.1970).
Carta Kompass: 93 C5
Primo Itinerario: da Campomoro
Lasciamo l'auto nel vasto parcheggio sotto il rifugio Zoia di fronte al lago artificiale e ci incamminiamo. Bastano dieci minuti, sul ripido sentiero pietroso, per raggiungere lo Zoia (m. 2021), il primo rifugio che incontriamo sul nostro cammino.
Il sentiero prosegue sulla sinistra; già possiamo ammirare verso sud l'imponente piramide dello Scalino (m. 3323) al quale ci avvicineremo mentre sull'altro lato ci accompagnerà per un buon tratto la vista sul sottostante lago di Campomoro (vedi foto).
Mentre procediamo tra pini silvestri e rododendri, passiamo accanto ad un grande masso appoggiato su altri in modo da formare un tunnel.
Un breve tratto in piano con vista sulla diga del lago di Alpe Gera e sul soprastante ghiacciaio Fellaria (in piccolo si distingue sulla sinistra anche il rifugio Bignami m. 2385), e riprendiamo a salire tra rocce e radi larici.
Dopo aver percorso un altro breve tratto in piano ammirando lo splendido panorama, riprendiamo a salire e raggiungiamo un grosso masso sporgente, attrezzato, come pure la parete successiva, come palestra di roccia con varie vie di salita (quinto, sesto e settimo grado).
Dopo una breve discesa, torniamo a salire e passiamo accanto ad un piccolo acquedotto, poi quasi in piano superiamo alcuni rigagnoli che attraversano il cammino.
Troviamo il segnavia 1B, ora il Pizzo Scalino si erge di fronte a noi in tutta la sua maestosità (vedi foto).
Raggiungiamo la conca dove sono situate le baite di Campagneda, attraversiamo su un ponte il torrente e, in vista del rifugio Cà Runcasch, attraversiamo la stradina descritta nel secondo itinerario per imboccare un sentiero segnalato (Cristina 0.30).
Procediamo per prati e passiamo un ponticello di legno.
In lieve salita raggiungiamo un pianoro (splendida fioritura di rododendri in estate), al centro del quale superiamo un ruscelletto su alcuni tronchi.
Ignoriamo poi un sentiero sulla destra e riprendiamo a salire fino ad un altro pianoro al centro del quale troviamo ancora un corso d'acqua.
Durante il periodo del disgelo il terreno è facilmente inzuppato o fangoso.
Un altro strappetto e già ci appare, in lontananza, la chiesetta della Madonna della Pace all'estremità dell'Alpe Prabello.
Ora teniamo il percorso più alto, sulla sinistra.
Ignoriamo un sentiero sulla destra (Sasso dell'Agnello - Franscia) e arriviamo all'Alpeggio.
Il rifugio è di fronte a noi. Superiamo le baite dell'alpe e alcuni ruscelletti e lo raggiungiamo.
Tempo impiegato: ore 1.30 - Dislivello: m. 317
Secondo Itinerario: dalla strada che sale a Campo Moro
Salendo con la strada che porta a Campo Moro, dopo la seconda delle otto gallerie (m. 1960), troviamo sulla destra un'ampia sterrata che sale verso l’Alpe di Campagneda, il rifugio Cristina e il rifugio Ca Runcasch.
Il primo tratto è percorribile in auto ma è meglio parcheggiare subito e salire a piedi.
Dopo il primo tornante vediamo in alto a sinistra il ghiacciaio di Fellaria.
Da quota 2000, nel punto in cui il fondo diviene cementato, il traffico è interdetto ai mezzi non autorizzati.
Percorriamo un tratto di ripida salita e poi continuiamo in piano su fondo ancora sterrato.
Procedendo in lieve salita, troviamo un sentiero che si stacca a destra e sale tagliando un paio di tornanti: possiamo prendere l'una o l'altra via.
La strada procede con un altro ripido strappo su fondo cementato e poi ritrova il sentiero.
Continuando quasi in piano e su fondo sterrato superiamo una croce e poi troviamo sulla destra una prima deviazione per il rifugio Cristina; decidiamo però di proseguire fino all'Alpe di Campagneda e prendere la successiva.
Il rifugio Ca Runcash viene invece segnalato a 20 minuti continuando diritto mentre il Pizzo Scalino già si impone in tutta la sua maestosità.
Superiamo delle baite e poi un ponticello.
Procedendo in lieve salita, presso un tornante, passiamo accanto ad un torrente che forma una piccola cascata. Al successivo tornante, nei pressi di un ponte, ed in vista del rifugio Ca Runcasch, incontriamo il sentiero descritto nel primo itinerario che arriva dal rifugio Zoia con il quale proseguiamo fino alla meta.
Tempo impiegato: ore 1.15 - Dislivello: m. 327
ESCURSIONI PARTENDO DAL RIFUGIO:
al Pizzo Scalino (m. 3323) in ore 2.30
al Lago di Campagneda (m. 2490) in ore 0.30
al Passo di Campagneda
al lago di Montagnoni in ore 0.20
al Passo degli Ometti (m. 2758)
e proseguendo in Val di Togno
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